Serve “maggiore trasparenza”, sul meccanismo che determina i prezzi dei voli e l’Antitrust, che ha avviato sul tema un’indagine conoscitiva a fine 2023 partendo dal ‘caso’ di quelli per Sicilia e Sardegna, si rivolge alla Commissione Ue per verificare così le iniziative da adottare nell’ambito dei rispettivi poteri.
La mossa dell’autorità presieduta da Roberto Rustichelli arriva dopo le osservazioni ricevute dalle compagnie aeree in seguito alla pubblicazione del Rapporto Preliminare della stessa Antitrust, arrivato a fine 2024. In quel testo si evidenziavano infatti diverse criticità che rendono difficile per i clienti “calcolare e confrontare il reale prezzo dei biglietti” specie quando si tratta dei servizi accessori (scelta del posto, bagaglio in cabina, bagaglio da stiva).
Questi servizi aggiuntivi infatti, che vengono scelti da quasi la metà dei viaggiatori rappresentano oramai una fetta importante dei ricavi delle compagnie aeree. Nel rapporto preliminare l’Antitrust scriveva che il processo “obbligato” di navigazione che il consumatore deve seguire, attraverso le pagine di prenotazione di ciascun vettore, per poter accedere alle informazioni sul prezzo dei servizi ancillari come appunto il posto assegnato o il bagaglio “è piuttosto complesso e time consuming”. In questo modo il consumatore è meno consapevole delle variabili del prezzo nelle proprie decisioni d’acquisto, rileva l’autorità “in quanto risulta difficile calcolare e confrontare il reale prezzo dei biglietti aerei”.
Da qui la decisione di avviare un confronto con la Commissione Ue anche perchè il trasporto aereo “è oggetto di una pervasiva regolamentazione a livello europeo, che incide, tra l’altro, anche sulla materia della trasparenza e confrontabilità delle relative tariffe”.
L’obiettivo ultimo è quelo, nelle parole dell’autorità di “agevolare la comparabilità delle tariffe aeree e migliorare così il funzionamento concorrenziale dei mercati interessati”. Non soddisfatte le associazioni dei consumatori. Per il Codacons “la questione del caro-voli sembra sempre più lontana da una soluzione, con l’Antitrust che si rivolge oggi alla Commissione Ue per verificare la situazione, a conferma della complessità del tema” Per l’associazione a giugno in Italia i prezzi dei biglietti dei voli nazionali sono rincarati del +38,1% su anno e del +32,1% rispetto a maggio, rialzo proseguirà nelle prossime settimane, quando si intensificheranno i viaggi estivi degli italiani.
E per l’Aduc “abbiamo l’impressione che la nostra Autorità giri intorno al problema che, invece, ci sembra ben chiaro dopo le indicazioni del Parlamento europeo su, per esempio, non far pagare il bagaglio in cabina. Nel marasma della non confrontabilità dei prezzi delle offerte, ché non si sa mai con certezza cosa includono o escludono (bagaglio, assegnazione posto, checkin), nonchè anche per il presunto uso degli algoritmi per individualizzare l’offerta, c’è solo una soluzione: i servizi base necessari per un volo devono essere tutti inclusi nel prezzo offerto e pubblicizzato” conclude l’Aduc.
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