Assessora siciliana Amata indagata per corruzione: ‘Chiarirò tutto’ – Notizie – Ansa.it

Assessora siciliana Amata indagata per corruzione: ‘Chiarirò tutto’ – Notizie – Ansa.it


L’avviso di conclusione dell’inchiesta le è stato notificato questa mattina. L’accusa, come risultava già dalla richiesta di proroga di indagine, è di corruzione in concorso. Una contestazione pesante che, a scanso di colpi di scena dell’ultim’ora, dovrebbe portare la Procura di Palermo a chiedere il rinvio a giudizio dell’assessora al Turismo siciliano Elvira Amata.

“Prendo atto, doverosamente e rispettosamente, dell’iniziativa adottata dalla Procura della Repubblica di Palermo e, in attesa di conoscere e leggere gli atti del fascicolo procedimentale, ribadisco la mia estraneità a qualsivoglia contegno penalmente rilevante confidando di potere, al più presto, chiarire, a chi di dovere, la mia posizione”, si difende l’indagata che, nonostante le richieste di dimissioni dell’opposizione, di lasciare l’incarico non ha alcuna intenzione.

L’indagine, in cui è coinvolta anche Marcella Cannariato, moglie del patron di Sicily By Car Tommaso Dragotto – anche lei ha ricevuto l’avviso della Finanza -, è un filone della maxi inchiesta sui contributi regionali che ha come protagonista più noto il presidente dell’Ars di Fratelli d’Italia Gaetano Galvagno, anche lui accusato di corruzione. Due gli episodi contestati alla Amata. Uno riguarda l’assegnazione di finanziamenti a una fondazione riconducibile alla Cannariato che, in cambio avrebbe assunto il nipote dell’assessora nella società che dirige, la A&C broker. Un altro filone investigativo – ancora aperto – coinvolge Giuseppe Martino, ex segretario particolare della Amata ed ex capo di gabinetto dell’assessorato.

Martino, che si è dimesso nel pomeriggio, nel 2023, non sapendo di essere intercettato avrebbe avuto uno scambio di messaggi con Cannariato, vice presidente della Fondazione Dragotto. In uno il segretario parlava di una somma di “100mila euro” aggiungendo la necessità di fare “una forma di rendicontazione”. Oggetto della conversazione una manifestazione che l’imprenditrice pensava di organizzare “a Messina, Catania e Palermo”. “Ho bisogno del tuo aiuto… non è che gratis l’aiuto tuo”, gli diceva la donna.

“Abbiamo attivato la punta dell’iceberg ora parte tutto il resto… ci sarà grande marginalità però molta molta attenzione su tante cose” replicava lui, spiegando, successivamente, che la sua “consulenza” “non meno di 30 mila euro l’anno”, spiegava, doveva essere emessa a nome di una società della figlia. “Io non mi posso prendere un incarico ufficiale – diceva – fino a quando ho il contratto con l’assessorato, lo devo fare ovviamente tramite il mio studio associato… ed avere una remunerazione da professionista”. Questa tranche dell’indagine è ancora aperta probabilmente perchè Martino ha un ruolo chiave anche nella maxi inchiesta su Galvagno. Che, come Amata, non ha alcuna intenzione di dimettersi.

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