Inter e Milan chiudono le porte agli ultras. Niente abbonamento, niente stadio per centinaia di tifosi dei gruppi storici delle curve di San Siro. Tra le conseguenze infatti della tempesta giudiziaria dell’inchiesta “Doppia curva”, che ha scoperchiato un sistema criminale radicato nel cuore del tifo organizzato milanese, c’è anche quella di aver portato le due società milanesi a respingere centinaia di richieste di rinnovo per la prossima stagione in quanto “tifosi non graditi”, sulla base dei codici etici adottati da entrambi i club e in stretta sinergia con procura, questura e Viminale.
Il provvedimento colpisce in particolare ex destinatari di Daspo, soggetti segnalati per comportamenti violenti o antisportivi, ma anche figure emerse nell’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano e negli interrogatori. L’operazione, guidata dal pm Paolo Storari e culminata in arresti e condanne fino a dieci anni, ha disarticolato il potere criminale di alcuni capi ultrà legati a Inter e Milan, accusati di traffici, violenze e persino omicidi. Dietro la linea dura vi è un obiettivo preciso: spezzare il legame fra calcio e criminalità.
Una linea tracciata dal procuratore Marcello Viola e dal questore Bruno Megale, che hanno chiesto e ottenuto una cesura netta col passato. Così, dopo la cancellazione dei marchi “Curva Nord” e “Curva Sud” visto lo stop agli striscioni, arriva ora l’esclusione dallo stadio. Ma non è tutto. I club hanno introdotto ulteriori misure restrittive, come il blocco totale della cessione degli abbonamenti nei settori delle due curve – secondo anello verde per l’Inter, secondo anello blu per il Milan – e limitazioni anche negli altri settori.
In casa nerazzurra, ad esempio, chi intende cedere un singolo biglietto dovrà pagare un sovrapprezzo, differenziato in base al tipo di abbonamento. Dietro a queste nuove norme ci sono anche le rivelazioni del collaboratore di giustizia Andrea Beretta, ex capo ultrà dell’Inter, coinvolto nei delitti di Vittorio Boiocchi e Antonio Bellocco, e oggi al centro di un fitto programma di collaborazione con la giustizia.
Dai suoi verbali sono emersi nomi e metodi di gestione criminale delle curve, come la compravendita di biglietti attraverso tessere intestate a prestanome o il sistema della “doppietta”, con accessi multipli dallo stesso tornello grazie alla complicità di alcuni steward. Sul fronte tecnologico, è in fase avanzata il nuovo piano sicurezza per lo stadio Meazza, con l’introduzione di telecamere dotate di riconoscimento facciale ai tornelli.
Il sistema, già installato, attende solo il via libera definitivo del Garante per la privacy e dovrebbe essere operativo all’inizio del campionato. “Per me è pura follia”, ha commentato Nino Ciccarelli, storico leader della Curva Nord, in un video diffuso su Instagram. “Viene negato di fare l’abbonamento a gente che non ha mai fatto niente, non ha mai preso un provvedimento ma ha solo seguito l’Inter per amore dell’Inter. Per me è follia”.
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