Altro stop al processo Santanchè, ‘rischio prescrizione’ – Notizie – Ansa.it

Altro stop al processo Santanchè, ‘rischio prescrizione’ – Notizie – Ansa.it


Non viaggiano proprio spediti i procedimenti in corso a Milano a carico di Daniela Santanché. Se nell’udienza preliminare per truffa aggravata all’Inps, qualche giorno fa, la difesa della ministra del Turismo ha ottenuto un rinvio per l’interrogatorio in aula al 17 ottobre, è stato aggiornato con udienza fissata al 16 settembre pure il processo con al centro le accuse di false comunicazioni sociali sui bilanci delle società del gruppo editoriale Visibilia.

Un rinvio, disposto dai giudici della seconda penale, che ha dato il là anche a un acceso botta e risposta tra i pm e il presidente del collegio Giuseppe Cernuto. I pubblici ministeri Marina Gravina e Luigi Luzi, infatti, contestando lo stop di altri due mesi, hanno evidenziato il “rischio prescrizione” e “l’interesse della giustizia per la ragionevole durata del processo: con questi ritmi – hanno spiegato – rischiamo di andare troppo in là”.

A domanda sul rinvio e sulla possibilità della tagliola della prescrizione, a margine di un evento, la parlamentare ha risposto: “Preferirei l’assoluzione piena, ma questo non dipende certo da me. Soddisfatta? Mi soddisfa quando le cose vengono fatte bene”.

All’inizio dell’udienza, tra l’altro, il processo ha anche perso un pezzo, ossia una società imputata. I giudici, accogliendo l’eccezione della difesa di Visibilia srl in liquidazione, col legale Giovanni Morgese, hanno dichiarato “nullo” il capo di imputazione formulato dalla Procura nei confronti della società per “indeterminatezza” e “genericità” con “compromissione del diritto di difesa”.

Gli atti su questa accusa, dunque, sono tornati ai pm, che su invito del Tribunale avevano già dovuto riscrivere i capi di imputazione. Il processo andrà avanti per gli altri 16 imputati, ministra compresa. Poi, le difese, tra cui l’avvocato Federico Cecconi, ma anche i legali Nicolò Pelanda e Salvatore Pino che assistono la senatrice di FdI, hanno chiesto di “estromettere” Giuseppe Zeno e altri piccoli soci di Visibilia già ammessi come parti civili per gli eventuali danni dal gup in udienza preliminare.

Il collegio, sostanzialmente spiegando che la questione posta dai difensori non è di poco conto, ha deciso di rinviare al 16 settembre per sciogliere la riserva. A quel punto, però, ha preso la parola la pm Gravina, la quale ha spiegato che si tratta di un “processo corposo”, anche per “tutti i testi che ci saranno da sentire”.

E per “evitare il rischio prescrizione”, quindi, “che ha già coinvolto l’annualità 2016” su Visibilia Editore (la società ha patteggiato), i pm hanno chiesto che i giudici decidessero almeno sulla questione parti civili “in data odierna o prima della pausa estiva”.

Non è solo “interesse della Procura, ma della giustizia – ha affermato la pm – per la ragionevole durata del processo”. Il giudice Cernuto ha ricordato ai pm che il “processo avrebbe potuto aprirsi” prima, “se le imputazioni non avessero avuto delle questioni” da risolvere.

Per Cernuto un “processo del genere”, tra l’altro, “con uno sviluppo rapido” può portare a problemi in fasi successive. “Questa fase – ha aggiunto – deve essere sviluppata in maniera ragionata”. E ancora: “Il Tribunale ha anche altro da fare, altri processi, non ha solo questo”.

Il pm Luzi ha chiesto, poi, che almeno il 16 settembre, dopo che sarà risolto il tema delle parti civili, possa “iniziare la fase del dibattimento” con l’ammissione delle prove e a seguire i primi testimoni. La prima udienza del processo risale al 15 aprile e non è ancora iniziato il dibattimento. Secondo alcuni calcoli, la prescrizione per queste accuse (su bilanci che vanno dal 2016 al 2022) scatterebbe dopo 5 anni dalla richiesta di processo, che è del luglio 2024. C’è da tenere conto, infine, che due giudici del collegio cambieranno nei prossimi mesi, perché passeranno ad altre funzioni.

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