Cucchi e i depistaggi, altri due carabinieri condannati – Notizie – Ansa.it

Cucchi e i depistaggi, altri due carabinieri condannati – Notizie – Ansa.it


 Affermazioni false fatte sia nel corso del processo, sia durante le indagini. Per questo due carabinieri sono stati condannati dal Tribunale di Roma per aver dichiarato cose non vere durante il procedimento sui depistaggi legati alla vicenda di Stefano Cucchi. Il giudice monocratico ha inflitto 3 anni e 6 mesi al maresciallo Giuseppe Perri e 4 anni a Prospero Fortunato, all’epoca capitano e comandante della sezione infortunistica e polizia giudiziaria presso il Nucleo Radiomobile di Roma.

Assolto, invece, con la formula “perché il fatto non sussiste”, Maurizio Bertolino, all’epoca dei fatti maresciallo presso la stazione di Tor Sapienza. “Due condanne pesantissime – commenta la senatrice Ilaria Cucchi, sorella di Stefano – per i carabinieri che avrebbero ostacolato la ricerca della verità. Quella che però, alla fine, con tutti questi sforzi, sta emergendo, implacabile”. Per l’avvocato Diego Perugini, legale di Nicola Minichini, agente della Penitenziaria costituitosi parte civile, “questa sentenza è un colpo troppo duro, l’ennesimo, a quella parte delle Istituzioni che per anni ha brigato affinché Minichini pagasse per un delitto non commesso per poi impedire che pagassero i veri colpevoli”.

Nei confronti degli imputati, il pm Giovanni Musarò contestava, a seconda delle posizioni, i reati di depistaggio (per quanto affermato durante le indagini) e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. La decisione del tribunale capitolino arriva a distanza di quasi un mese dalla sentenza in appello nel procedimento principale sui depistaggi che tirava in ballo l’allora catena di comando dell’Arma. In secondo grado ha sostanzialmente retto l’impianto accusatorio. I giudici hanno infatti confermato la condanna a 1 anno e 3 mesi per il colonnello Lorenzo Sabatino e quella a 2 anni e 6 mesi per Luca De Cianni. Il collegio dell’appello, così come sollecitato dalla Procura generale (che aveva però chiesto l’assoluzione per Sabatino), ha riconosciuto l’intervenuta prescrizione per il generale Alessandro Casarsa e per i militari dell’Arma Francesco Cavallo e Luciano Soligo. Assolti, invece, Massimiliano Colombo Labriola e Tiziano Testarmata, già condannati a 1 anno e 9 mesi. Ridotta la pena a 10 mesi per Francesco Di Sano. Sabatino aveva rinunciato alla prescrizione.

In primo grado, nell’aprile del 2022, erano stati condannati tutti gli 8 carabinieri imputati. Nelle motivazioni di quella sentenza, il giudice ha scritto che “l’attività istruttoria dibattimentale ha permesso di ricostruire i fatti contestati e di accertare un’attività di sviamento posta in essere nell’immediatezza della morte di Cucchi, volta ad allontanare i sospetti che ricadevano sui carabinieri per evitare le possibili ricadute sul vertice di comando del territorio capitolino”. E ancora: “La versione ufficiale dell’Arma era stata ‘confezionata’, escludendo ogni possibile coinvolgimento dei militari, così che l’immagine e la carriera dei vertici non fosse minata. Allontanando i sospetti dai carabinieri non poteva di certo mettersi in discussione l’azione di comando da parte del vertice del Comando Gruppo Carabinieri Roma, la cui figura rischiava di essere quanto meno indebolita dalla vicenda”. Sulle note di servizio modificate, il tribunale sostenne che “tutti gli imputati avevano la consapevolezza che, attraverso le condotte da ciascuno poste in essere, si giungeva alla modifica e all’alterazione del contenuto delle annotazioni, consentendo così di rappresentare un Cucchi che stava male di suo, perché molto magro, tossicodipendente, epilettico”.

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