“A seguito del grave attacco al complesso della Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, insieme a Teofilo III, Patriarca Greco-Ortodosso di Gerusalemme, sono entrati questa mattina a Gaza come parte di una delegazione ecclesiastica, esprimendo la comune sollecitudine pastorale delle Chiese di Terra Santa e la loro preoccupazione per la comunità di Gaza”. Lo fa saper un comunicato del Patriarcato latino. “Durante la loro permanenza – si spiega -, la delegazione incontrerà i membri della comunità cristiana locale, porgerà le condoglianze e la solidarietà e sarà al fianco di coloro che sono stati colpiti dai recenti eventi. Il Cardinale Pizzaballa valuterà personalmente le esigenze umanitarie e pastorali della comunità, per contribuire a guidare la presenza e la risposta continua della Chiesa. Il Patriarcato Latino rimane saldo nel suo impegno nei confronti della comunità cristiana e dell’intera popolazione di Gaza. Non saranno dimenticati, né abbandonati”.
“Ringraziamo Sua Santità Papa Leone XIV che ha chiamato il Cardinale Pizzaballa e il Patriarca Teofilo al loro ingresso a Gaza per offrirgli il suo sostegno, la sua vicinanza e le sue preghiere”. Lo fa sapere una nota del Patriarcato latino di Gerusalemme.
“Sua Santità Papa Leone XIV – riferisce il Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ai media vaticani – ha chiamato per esprimere la sua vicinanza, il suo affetto, la sua preghiera il suo supporto e anche la sua intenzione di fare tutto il possibile perché si arrivi non solo al cessate il fuoco ma alla fine di questa tragedia”. “Papa Leone – ha detto ancora il patriarca – ha ripetuto più volte che è ora di finire con questa strage e che quello che è accaduto è ingiustificabile e bisogna fare in modo che non ci siano più vittime. A nome del Patriarcato latino ma anche di tutte le Chiese di Terra Santa, vogliamo ringraziare Sua Santità per questa vicinanza, per la preghiera di cui eravamo già assicurati anche in precedenza e gli assicuriamo anche da parte di tutta la comunità di Gaza, fratelli e sorelle, sacerdoti, religiosi e religiose, la preghiera e un ringraziamento”.
“Mi auguro sia così”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in merito alla dichiarazione del premier israeliano Benyamin Netanyahu secondo cui l’attacco alla chiesa di Gaza sarebbe stato “un errore”. “Un luogo di culto non è certo un posto dove si possono nascondere i terroristi di Hamas, che non si nascondono nelle chiese cristiane perché fondamentalisti islamici”, ha aggiunto Tajani a margine del forum Italia-Balcani sul turismo. L’attacco alla parrocchia a Gaza e il memorandum sulla cooperazione militare tra Italia e Israele “sono due cose diverse”, ha risposto il ministro a una domanda sulle critiche rivolte al governo dalle opposizioni sul tema. “Ieri abbiamo chiesto a gran forza il cessate il fuoco – ha aggiunto -, continuiamo a insistere. Ma per far entrare gli aiuti per la popolazione bisogna parlare con Israele in maniera franca, denunciare, ma se vogliamo davvero aiutare il popolo palestinese non possiamo farlo chiudendo i rapporti con Israele”.
“Sono in contatto con il Cardinale Pizzaballa che assieme al patriarca Teofilo sta entrando a Gaza con un carico di 500 tonnellate di aiuti per la popolazione civile. Il governo italiano chiede a Israele di interrompere le azioni militari e di garantire in maniera totale la sicurezza dei due inviati nella loro importante missione”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Israele e Hamas devono raggiungere un cessate il fuoco, la guerra a Gaza deve cessare, bisogna scegliere definitivamente la via del negoziato diplomatico per interrompere gli attacchi che coinvolgono la popolazione civile, per liberare tutti gli ostaggi israeliani, per far entrare al più presto gli aiuti necessari”, ha aggiunto il capo della diplomazia italiana.
Nuovi raid di Israele su Gaza, almeno 14 morti
Nuova ondata di raid in mattinata sulla Striscia di Gaza. Secondo le autorità palestinesi si contano almeno 14 morti. Le zone colpite sono quella di Khan Younis, nel sud della Striscia, mentre a Nord è stata presa di mira l’area di Jabalia.
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