Il dj e producer napoletano Michele Noschese, 35 anni, conosciuto come Godzi, è morto nella notte tra venerdì e sabato scorsi ad Ibiza, dove viveva da circa dieci anni. Lo confermano fonti vicine alla famiglia. Le circostanze della sua morte non sono ancora state chiarite.
La sua scomparsa, è oggetto di molti messaggi e commenti sui social da parte di amici ed estimatori. Noschese era molto noto sulla scena della musica elettronica e si è esibito in diversi città in tutto il mondo. Le autorità spagnole sono al lavoro per ricostruire gli ultimi giorni e ore della vita del dj, per stabilire le cause del decesso.
Michele Noschese si era trasferito a Ibiza, l’isola delle Baleari in Spagna, circa 10 anni fa per la sua attività e per trovare nuova ispirazione per i suoi lavori. Trentacinque anni, laureato in Economia, figlio di un noto medico napoletano, Michele aveva lasciato la sua città per inseguire la passione per la musica.
Alle spalle anche una carriera da sportivo: da ragazzo era stato un calciatore promettente militando in club blasonati, fino ad arrivare alla Serie A Svizzera. Aveva però rifiutato il contratto da professionista per dedicarsi anima e corpo alla consolle. L’8 agosto avrebbe compiuto 36 anni.
Aveva lasciato Napoli alcuni anni fa ma non aveva mai reciso il ‘cordone’ con la sua città. Anche da lontano – prima da Londra e poi successivamente da Ibiza – continuava ad interessarsi delle vicende di Napoli, con un occhio particolare, naturalmente, al mondo della musica. E due anni fa, il dj Godzi, proprio ad una emittente napoletana, Canale 8, aveva raccontato dei suoi viaggi, dei suoi interessi e perché aveva scelto la cittadina spagnola doveva una decina di anni fa aveva deciso di vivere dopo essersi formato nel Regno Unito.
Laureato in Economia, calciatore nella Serie A svizzera, poteva seguire altre strade, ma la passione per la musica dance e l’elettronica, oltre che la techno lo aveva portato a fare una scelta precisa. E sempre nel corso della intervista a Canale 8 aveva dato anche dei consigli ai giovani che inseguono il sogno di diventare dj. “La cosa più importante è la produzione”, aveva detto Godzi, suggerendo poi di “spostarsi e fare ottimi contatti, anche all’estero. Ma Napoli resta comunque un ottimo punto di arrivo”.
La notizia della sua morte ha destato scalpore e dolore a Napoli. Michele apparteneva ad una famiglia di noti professionisti, una famiglia ora sconvolta da una morte improvvisa e, ancora, senza un perché.
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