Nel Lazio attualmente 20 casi di West Nile, tutti a Latina. Un animale infetto a Terracina – Notizie – Ansa.it

Nel Lazio attualmente 20 casi di West Nile, tutti a Latina. Un animale infetto a Terracina – Notizie – Ansa.it


Nel Lazio, con dodici nuovi casi di West Nile riscontrati, sono 20 le persone che hanno contratto il virus, 21 contando la donna defunta, tutte a Latina e provincia. Lo comunica la Regione Lazio, dopo la conferma dalle analisi effettuate presso il laboratorio di virologia dell’Istituto nazionale per le malattie Infettive Lazzaro Spallanzani.

 

Video La febbre West Nile, sintomi gravi nell’1% dei casi. Attenzione alle punture di zanzare

 

Dei 20 casi, 10 pazienti risultano attualmente ricoverati in reparti ordinari per altre patologie; 2 sono stati dimessi; 6 sono in cura presso il proprio domicilio; 2 pazienti si trovano ricoverati in terapia intensiva. La sola provincia coinvolta è quella di Latina e i comuni di presunta esposizione sono Aprilia, Cisterna di Latina, Fondi, Latina, Pontinia, Priverno, Sezze e Sabaudia.

“Si precisa, inoltre, che la conferma diagnostica da parte del laboratorio di riferimento regionale avviene entro 48 ore dal ricevimento del campione”, conclude la Regione. 

Il Dipartimento Prevenzione della Asl di Latina ha comunicato che è stato riscontrato anche un caso di infezione da West Nile su un animale nel Comune di Terracina. È stato già effettuato un sopralluogo da parte del personale della Asl, con la collaborazione del Servizio Veterinario, nella zona di probabile esposizione del caso animale, che non ha permesso di identificare focolai larvali di zanzara C. pipiens, vettore del Virus.

Come richiesto dall’Azienda Sanitaria, e come previsto dal Piano Nazionale Arbovirosi 2020-2025, è stato disposto immediatamente un intervento straordinario nei possibili luoghi di esposizione del caso. Gli interventi consistono in: accurata rimozione e cura della vegetazione arborea e disinfestazione con prodotti larvicidi, e bonifica dei focolai larvali rimovibili.

Sul territorio del Comune di Terracina è già in vigore un’ordinanza firmata dal sindaco Francesco Giannetti per l’adozione di provvedimenti per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmesse da insetti vettori al fine di prevenire possibili conseguenze sulla salute pubblica derivante dall’infestazione. “L’amministrazione comunale – si legge in una nota – come riportato nell’ordinanza, è e resta in stretto contatto con la Asl di Latina al fine di monitorare la situazione ed eventualmente integrare gli interventi di disinfestazione già previsti ed effettuare nuovi e specifici trattamenti anche in situazioni di particolare sensibilità”. 

 

Iss: 32 casi confermati di West Nile in Italia da inizio anno, 2 decessi

Dall’inizio dell’anno al 23 luglio sono 32 i casi confermati di infezione da West Nile virus nell’uomo in Italia. Ventuno dei 32 casi sono stati segnalati dalla Regione Lazio, tutti nella provincia di Latina.

I numeri sono contenuti nel bollettino settimanale del sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità (Iss) pubblicato oggi. Da un punto di vista numerico, afferma l’Iss, “l’andamento epidemiologico al momento è in linea con quello degli anni precedenti, mentre la distribuzione spaziale appare invece abbastanza differente”.

Dei 32 casi, 23 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (2 Piemonte, 2 Veneto, 1 Emilia-Romagna, 15 Lazio, Campania 3), 1 caso asintomatico identificato in donatore di sangue (1 Veneto) e 6 casi di febbre (2 in Veneto e 4 nel Lazio). Tra i casi confermati sono stati notificati 2 decessi (1 Piemonte, 1 Lazio).

“Il virus West Nile ormai da diversi anni è endemico nel nostro paese – sottolinea Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss – e il sistema di sorveglianza che Ministero, Iss e Regioni hanno messo a punto è ben rodato ed efficace. Tutte le misure sono in campo, comprese quelle a protezione dei trapianti e delle trasfusioni. Ricordiamo che l’80% dei casi di infezione da West Nile è asintomatico, mentre il rischio di conseguenze gravi è maggiore per le persone più fragili. La malattia non si trasmette da persona a persona. Il consiglio è quindi quello di proteggersi il più possibile dal contatto con le zanzare, i vettori del virus, e rivolgersi al proprio medico se si hanno sintomi come febbre sopra in 38°C soprattutto se accompagnata da eruzione cutanea. Per i medici l’indicazione è quella di considerare la possibilità di infezione da West Nile in presenza di sintomi compatibili e procedere alla diagnosi di laboratorio”.

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