Trump: ‘Quello che dice Macron sulla Palestina non conta’. Sì di Israele al lancio di cibo su Gaza, ‘ma non c’è carestia’ – Medio Oriente – Ansa.it

Trump: ‘Quello che dice Macron sulla Palestina non conta’. Sì di Israele al lancio di cibo su Gaza, ‘ma non c’è carestia’ – Medio Oriente – Ansa.it


“Quello che dice non importa, non ha alcun peso”: lo ha detto Donald Trump commentando la decisione di Emmanuel Macron di riconoscere lo Stato di Palestina. Ma “è un bravo ragazzo”, ha aggiunto.   

   Già in precedenza il segretario di Stato Rubio aveva rimandato al mittente la proposta chiarendo che “gli Stati Uniti respingono fermamente il piano” di Macron. Una ipotesi che non aveva trovato neppure l’appoggio del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani: “L’Italia è per la soluzione due popoli e due Stati ma il riconoscimento del nuovo stato palestinese deve avvenire in contemporanea con il riconoscimento da parte loro dello Stato di Israele”, aveva spiegato. E anche la Germania aveva frenato: “Il governo federale tedesco non ha intenzione di riconoscere uno Stato palestinese nel breve termine”, ha dichiarato il portavoce del governo Stefan Kornelius.

   “La Russia ha sempre sostenuto” la soluzione a due Stati, israeliano e palestinese, per mettere fine al conflitto in Medio Oriente, ha invece commentato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

   Nella Striscia di Gaza è in corso “una catastrofe umanitaria” che “deve finire subito”. Lo affermano Regno Unito, Francia e Germania a conclusione di una call fra i leader Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz. L’appello appare una risposta indiretta alle affermazioni del governo d’Israele secondo cui a Gaza non ci sarebbe una carestia, a dispetto delle denunce dell’Onu e di molte organizzazioni internazionali.

 

L’Idf intanto afferma che consentirà ai Paesi stranieri lanci di cibo su Gaza, ma insiste sul fatto che non c’è carestia nella Striscia. Lo riporta Haaretz. Il coordinatore israeliano delle attività governative nei territori, riporta il Times of Israel, ritiene che la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza “continua a essere difficile e impegnativa”, ma non si registra una carestia diffusa, contrariamente a quanto afferma Hamas.

Secondo quanto riportato dal Times of Israel, saranno la Giordania e gli Emirati Arabi Uniti a effettuare quest’ultimo giro di lanci aerei. L’anno scorso, Paesi come il Regno Unito, gli Stati Uniti e la Giordania hanno lanciato rifornimenti a Gaza da aerei militari, ma ciò ha causato problemi come la caduta degli aiuti in mare e l’annegamento di persone nel tentativo di recuperarli.

 

La polizia israeliana ha rilasciato lo sceicco Muhammad Hussein, Gran Mufti di Gerusalemme e della Palestina, dopo averlo arrestato all’interno del complesso della moschea di Al-Aqsa nella Gerusalemme Est occupata e averlo tenuto in custodia per diverse ore. Lo scrive Anadolu citando fonti e funzionari locali. Dopo il suo rilascio, la Commissione Palestinese per gli Affari dei Detenuti ha dichiarato in un comunicato che a Hussein è stato vietato l’ingresso nella moschea di Al-Aqsa fino a domenica ed è stato convocato per ulteriori interrogatori lo stesso giorno.

Il primo ministro Benyamin Netanyahu ha dichiarato che Israele, insieme ai suoi alleati americani, sta “attualmente valutando opzioni alternative” per ottenere il ritorno degli ostaggi trattenuti a Gaza ed eliminare Hamas nella Striscia. Il primo ministro ha sottolineato che Hamas rappresenta “un ostacolo al raggiungimento di un accordo per il rilascio degli ostaggi”, affermando che l’inviato statunitense Steve Witkoff “ha ragione”.

“Hamas non voleva davvero fare un accordo, penso che sarà braccata”: lo ha detto Donald Trump prima di partire per la Scozia, all’indomani delle fallite trattative per la tregua a Gaza.

 

   Nove palestinesi sono morti di fame a Gaza nelle ultime 24 ore: lo afferma il ministero della Salute della Striscia, gestito da Hamas. La stessa organizzazione palestinese nega che i negoziati di Doha sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza siano falliti ed esprime “sorpresa” per le dichiarazioni “negative” di ieri del negoziatore americano Steve Witkoff. Non senza ribadire “l’impegno” della fazione per “superare gli ostacoli” e giungere a “un cessate il fuoco permanente”.

   Quattro palestinesi che aspettavano gli aiuti umanitari a Gaza sono stati uccisi dal fuoco israeliano dall’alba di oggi, hanno riferito fonti mediche ai giornalisti di Al Jazeera Arabic. Nel complesso i palestinesi uccisi oggi negli attacchi dell’esercito israeliano (Idf) sono 15, riporta Al Jazeera, inclusi quattro morti in un raid aereo su una scuola di Gaza City che ospitava sfollati nel quartiere di Remal, nella parte occidentale della città. Diverse altre persone sono rimaste ferite.

   Il 25% dei bambini tra i 6 mesi e i 5 anni e di donne incinte e che allattano sono malnutriti. Lo sostiene Medici senza frontiere. Nella clinica di Msf a Gaza City, il numero di persone affette da malnutrizione è quadruplicato da maggio. Lo sfogo dell’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell: “Ho perso la speranza che l’Europa reagisca” alla carestia che sta uccidendo la popolazione di Gaza”.

 

   

Idf consentirà lanci di cibo su Gaza, ‘ma non c’è carestia’

L’Idf afferma che consentirà ai Paesi stranieri lanci di cibo su Gaza, ma insiste sul fatto che non c’è carestia nella Striscia. Lo riporta Haaretz. Il coordinatore israeliano delle attività governative nei territori, riporta il Times of Israel, ritiene che la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza “continua a essere difficile e impegnativa”, ma non si registra una carestia diffusa, contrariamente a quanto afferma Hamas. 

Hamas nega che i negoziati sul cessate il fuoco siano falliti

Hamas nega che i negoziati di Doha sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza siano falliti ed esprime “sorpresa” per le dichiarazioni “negative” di ieri del negoziatore americano Steve Witkoff. Lo riporta la Bbc citando una dichiarazione di un alto dirigente della fazione islamico-radicale palestinese che conferma le attese di una ripresa dei colloqui nella capitale del Qatar in un un imprecisato giorno della settimana prossima. Non senza ribadire “l’impegno” della fazione per “superare gli ostacoli” e giungere a “un cessate il fuoco permanente”. 

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