La questura ha disposto un servizio di vigilanza, come accade nei casi di minacce o, ad esempio, per il codice rosso, nei confronti delle due donne, madre e figlia, che lunedì mattina hanno trovato sulla porta del loro appartamento di Milano, a un piano intermedio di uno stabile nella zona di Forze Armate, vicino al quartiere ebraico, due grandi svastiche e la scritta ‘ebree bastarde’ con invito a morire scritte con un pennarello nero.
La figlia è uscita di casa per fare la spesa al mattino e quando è tornate un’ora dopo, intorno alle 9.30 ha trovato la porta blindata dell’appartamento imbrattata. Una scritta particolarmente preoccupante perché chiaramente faceva riferimento alle due donne rivolgendosi non generalmente ad “ebrei” ma “ebree”, con l’aggettivo al femminile. Le due donne, che sono seguite dall’avvocato Stefano Benvenuto, hanno subito avvisato il 112 che ha mandato una Volante. E poi sono state accompagnate in questura. Immediatamente sono partite le indagini della Digos che sta esaminando le immagini delle telecamere della zona per accertare se si sia trattato di qualcuno entrato nel palazzo dall’esterno o meno.
“Al di là del fatto di per sé gravissimo – ha spiegato Benvenuto – preoccupa che siano arrivati in una abitazione privata, all’interno di un condominio”, al piano esatto, alla porta esatta dell’appartamento dove abitano da una ventina d’anni facendo una vita regolare”. “Sono sconvolte, si sono chiuse in casa. Sembra di essere tornati indietro di ottant’anni. Mancano solo i carri armati fuori – ha aggiunto il legale -. La comunità tutta si è allertata”.
“A Milano – aveva spiegato solo pochi giorno fa il rabbino capo Alfonso Arbib – si verificano un paio di episodi a settimana” come aggressioni, scritte sui muri delle case di ebrei o nel quartiere ebraico. “Quello che mi preoccupa di più è quello che sta succedendo: un odio legittimato. L’odio può esserci, purtroppo fa parte dei fenomeni umani ma, quando si sente che è legittimato, si perdono i freni inibitori” aveva aggiunto dopo quanto accaduto il 27 luglio all’autogrill Villoresi Ovest, sull’Autolaghi non lontano da Milano, dove c’è stato uno scontro fra un gruppo di persone di origine palestinese e un turista francese di religione ebraica. Anche in questo caso sono partite le indagini e quattro sono al momento le persone indagate, tre accusati di percosse sempre aggravate dall’odio razziale e il francese che deve rispondere di lesioni aggravate dall’odio razziale.
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