Per la seconda volta dal ritorno alla Casa Bianca la solitamente discreta Melania Trump ha compiuto un’incursione in politica estera. E sempre sullo stesso argomento che, evidentemente, sta molto a cuore alla first lady nata in Slovenia nel 1970: la guerra in Ucraina.
Dopo aver convinto, mesi fa, Donald Trump a dare più aiuti a Kiev e dopo avergli fatto notare, come ama raccontare il presidente americano, che Vladimir Putin non “mantiene le promesse”, l’ex modella ha deciso di scrivere direttamente allo zar. Una lettera, consegnata nelle mani del leader del Cremlino proprio da Donald, che affronta “il dramma dei bambini ucraini rapiti”. Da quando è iniziata la guerra, l’Ucraina ha denunciato il rapimento di decine di migliaia di bambini, portati in Russia o nei territori occupati dalla Russia senza il consenso dei familiari o dei tutori, un crimine di guerra che rientra nella definizione di genocidio dell’Onu. Il Cremlino sostiene di aver preso in custodia i piccoli per proteggerli dal conflitto. La Corte penale internazionale però ha incriminato Putin e la commissaria russa per i diritti dell’infanzia, Maria Lvova-Belova, per violazione delle Convenzioni di Ginevra.
La Casa Bianca non ha rivelato i contenuti del messaggio della first lady a Putin, ma Volodymyr Zelenskiy ha voluto esprimere la sua gratitudine nella telefonata con Trump dopo il summit in Alaska, secondo quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino: “Questo è un vero atto di umanità”, ha scritto Andrii Sybiha su X. Il Paese natale di Melania, la Slovenia, è ai ferri corti con la Russia da quando nel febbraio 2022 ha deciso di invadere l’Ucraina. D’altra parte, per il ruolo che ricopre di nuovo da qualche mese, la ex modella non si è mai sbilanciata. Tuttavia, il mese scorso lo stesso Trump ha rivelato che sua moglie lo ha esortato ad essere più duro con Mosca. “Torno a casa e dico alla first lady: ‘Ho parlato con Putin, abbiamo avuto una conversazione straordinaria'”, ha riferito il presidente parlando con i giornalisti. “E lei mi ha risposto: ‘Ah si’, lo sai che hanno appena bombardato un’altra città in Ucraina?”.
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