In circa 500 hanno sfidato il cielo plumbeo e le nubi cariche di pioggia stamani a Pontasserchio, comune di San Giuliano terme, nel Pisano, per partecipare ai funerali di Marah Abu Zhuri, la ventenne palestinese denutrita morta nei giorni scorsi all’ospedale di Pisa due giorni dopo essere arrivata da Gaza in una condizione, hanno sentenziato i medici, di “grave deperimento organico”. E senza alcun sintomo di leucemia, come invece fatto trapelare da Israele.
“Mia figlia e la sua morte – ha sintetizzato la madre della ragazza con parole semplici e dirette – rappresentano il simbolo della sofferenza della Palestina e di tutti i palestinesi. Lei ora resterà qui, io tornerò nella mia terra, a Gaza’. Concetti risuonati anche nell’intervento del portavoce dell’ambasciatrice palestinese in Italia, Mona Abusmara, durante la cerimonia di commiato aperta con la preghiera islamica guidata dall’imam di Pisa, Mohammad Khalil. La morte di Marah, ha sottolineato, è la prova che “Israele usa la fame della popolazione civile come arma di guerra”.
E per questo “Marah rappresenta tutti i palestinesi che stanno soffrendo, anche del silenzio e dell’indifferenza di fronte al genocidio di tanti grandi del mondo: un genocidio che va avanti da due anni in diretta in tutte le tv del pianeta”. Dure anche le parole dell’imam di Firenze Izzedin Elzir, che è anche presidente dell’Ucoii: “Non siamo antisemiti. Siamo contro l’occupazione illegale di Gaza da parte del governo di Israele e chiediamo che non siano più fornite armi a Tel Aviv. Si faccia valere il diritto internazionale e si fermi Israele, perché non può fare quello che vuole e dove vuole”.
La cerimonia funebre è stata voluta dal sindaco di San Giuliano Matteo Cecchelli, che ha offerto un posto in uno dei cimiteri del paese per far riposare per sempre le spoglie della ragazza.
“La morte di Marah non è un’eccezione – ha detto – come si è provato a far credere attaccando i nostri bravi medici. La sua morte è la conseguenza del genocidio del popolo palestinese portato avanti dal governo israeliano. A Gaza si muore ogni giorno nel silenzio assordante dei governo mondiali. Noi abbiamo deciso di fare rumore di fronte a una catastrofe umanitaria e politica di questa portata”. Anche il governatore della Toscana, Eugenio Giani, che durante il suo intervento è stato contestato da un drappello di Pro Pal, ha ricordato “che la Toscana riconosce lo Stato di Palestina: spero che il nostro governo faccia altrettanto, come stanno facendo Francia e Inghilterra”.
“Sono qui – ha aggiunto – anche per difendere i nostri ottimi medici finiti nel mirino di un attacco sconsiderato da parte delle autorità sanitarie israeliane. I nostri medici hanno fatto tutto il possibile per Marah, come lo stanno facendo per i tre bambini ricoverati al Meyer di Firenze e per gli altri che sono all’ospedale di Pisa e la Regione Toscana sta facendo il possibile e il necessario per il popolo palestinese, dopo i gravi fatti di Gaza, dove il governo Netanyahu sta occupando militarmente quel territorio e compiendo crimini di guerra”.
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