Gli inquirenti tedeschi non hanno dubbi: è uno dei coordinatori del commando di ucraini responsabile del sabotaggio avvenuto nel settembre del 2022 nel Mar Baltico, quando alcuni ordigni installati nel gasdotti sottomarini vicino all’isola di Bornhol fecero saltare il Nord Stream 1 e il Nord Stream 2.
Un attentato, mai rivendicato, che causò gravi danni ai due gasdotti che prima della guerra in Ucraina permettevano l’approvvigionamento di gas russo alla Repubblica Federale tedesca e che alzò ancora di più la tensione del conflitto iniziato in Russia pochi mesi prima.
Lo hanno scovato in Italia, mentre era tranquillamente in vacanza: Sehrii Kuznietzov, 49 anni, era infatti arrivato da poco e doveva rimanere per cinque giorni nella Riviera romagnola. Era con moglie e figli piccoli e quando i carabinieri si sono presentati nella struttura dove risiedeva, in piena notte, non ha né opposto resistenza né si è mostrato particolarmente sorpreso. L’arresto, su mandato europeo emesso il 18 agosto, è il culmine di un’operazione portata avanti dai militari in stretto coordinamento con l’Interpol e le autorità tedesche, con un’accelerazione impressa nelle ultime ore.
Erano in corso infatti monitoraggi sugli spostamenti dell’ucraino e della sua famiglia e la sua presenza in Italia è stata segnalata dal Servizio di cooperazione internazionale di Polizia (Scip), l’organismo del Dipartimento di Pubblica Sicurezza che tiene i rapporti con gli omologhi all’estero. Segnalazione girata ai carabinieri: dopo le verifiche sulle schede degli alloggiati e sicuri dell’identità del ricercato, i militari della stazione di Misano Adriatico con i colleghi del reparto operativo e del nucleo investigativo, hanno circondato il residence e l’hanno prelevato per portarlo in carcere a Rimini.
I suoi dispositivi, a partire dal telefono, sono stati sequestrati. Domani mattina l’uomo, che non parla italiano ma un ottimo inglese, comparirà affiancato da un interprete in udienza davanti al giudice della Corte di appello di Bologna, competente per decidere sull’esecuzione del mandato e la consegna alla Germania. Per la Procura generale il caso è seguito dalla sostituta pg Licia Scagliarini. “Si tratta di un successo investigativo davvero impressionante, che dimostra che in Germania abbiamo ottimi mediatori e investigatori; vorrei cogliere l’occasione per ringraziarli”, ha detto la ministra della Giustizia tedesca Stefanie Hubig. Kuznietzov, ha spiegato in una nota la Procura federale tedesca, “è fortemente sospettato di aver causato collettivamente un’esplosione con esplosivi, di sabotaggio anticostituzionale e di distruzione di edifici”.
Per il trasporto degli ordigni l’ucraino e i suoi complici hanno utilizzato uno yacht a vela partito da Rostock. Lo yacht era stato precedentemente noleggiato da un’azienda tedesca tramite intermediari, avvalendosi di documenti d’identità falsi. Anche la Procura di Genova, dopo la notizia dell’arresto, ha delegato la Digos di acquisire informazioni sull’uomo, nell’ambito delle indagini sull’attentato avvenuto a febbraio, al largo di Savona, quando la Seajewel, petroliera battente bandiera maltese, venne danneggiata da due ordigni. L’ipotesi principale su cui lavorano gli investigatori della Digos e della Capitaneria genovesi è quella di un sabotaggio fatto da filoucraini visto che la Seajewel era stata indicata come legata alle flotte fantasma che aggirano l’embargo sul petrolio russo.
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