“La voce della armi deve tacere mentre si deve alzare la voce della fraternità e della giustizia”, ha detto papa Leone all’Angelus rilanciando un “pressante” appello per la pace in Ucraina. “Purtroppo – ha esordito – la guerra in Ucraina continua a seminare morte e distruzione e anche in questi giorni ha colpito diverse città compresa la capitale Kiev. Rinnovo la mia vicinanza al popolo ucraino e invito tutti a non cedere all’indifferenza ma a farsi prossimi con la preghiera e gesti concreti”.
“I nostri cuori sono feriti anche per le più di 50 persone morte e circa 100 ancora disperse nel naufragio di un’imbarcazione carica di migranti che tentavano il viaggio verso le isole Canarie – ha detto poi il Pontefice -, rovesciatasi presso la costa atlantica della Mauritania. Questa tragedia mortale si ripete ogni giorno ovunque nel mondo. Preghiamo perché il Signore ci insegni come singoli e come società a mettere in pratica pienamente la sua parola”. Leone ha citato espressamente l’insegnamento del Vangelo: ” Ero straniero e mi viene avete accolto”.
Parlando in inglese, il Papa nell’Angelus: “Le nostre preghiere sono per le vittime della sparatoria” di Minneapolis, “in particolare i bambini”, “si fermi la pandemia delle armi, grandi e piccole, che infettano il nostro mondo”.
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