Vladimir Putin ha discusso con il presidente cinese Xi Jinping e “altri leader” l’esito del vertice di Ferragosto in Alaska con Donald Trump. Parlando alla Sco di Tianjin, il capo del Cremlino ha detto di “apprezzare gli sforzi” di Cina e India per risolvere la crisi Ucraina, “non scaturita dall’invasione” ma “dal colpo di Stato a Kiev appoggiato dagli alleati occidentali dell’Ucraina” e dai tentativi dell’Occidente di trascinare Kiev nella Nato. Per la soluzione, “occorre affrontate le cause e ristabilire l’equilibrio di sicurezza. La Russia aderisce al principio che nessun Paese può garantire la sua sicurezza a spese di altri”.
I “continui” tentativi dell’Occidente di coinvolgere Kiev nella Nato sono una delle cause principali all’origine del conflitto in Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin, parlando al vertice Sco ha aggiunto “che la crisi è nata in gran parte a causa del colpo di Stato a Kiev del 2014, provocato dall’Occidente”. La seconda causa, invece, “sono i continui tentativi dell’Occidente di coinvolgere l’Ucraina nella Nato. Come abbiamo ripetutamente sottolineato, ciò rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza della Russia”, ha osservato Putin.
I Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai sostengono il “rispetto del diritto dei popoli a scegliere in modo indipendente e democratico i propri percorsi di sviluppo politico e socio-economico”, osservando che “i principi di rispetto reciproco per la sovranità, l’indipendenza, l’integrità territoriale, l’uguaglianza, il mutuo vantaggio, la non ingerenza negli affari interni e la non minaccia o uso della forza sono la base di uno sviluppo sostenibile delle relazioni internazionali”. Lo si legge nella Dichiarazione di Tianjin, alla fine del 25/mo vertice Sco, come alternativa al modello occidentale a guida Usa.
Video Cina, vertice Sco 2025: Putin e Modi camminano tenendosi per mano
I Paesi della Sco, inoltre, aderiscono a politiche “che escludono approcci basati su blocchi e logiche di confronto nella soluzione dei problemi dello sviluppo internazionale”, lamentando l’aumento del confronto geopolitico, di sfide e minacce alla sicurezza e alla stabilità. I leader degli oltre 20 Paesi, a partire da Cina, Russia e India, hanno condannato ancora una volta “con fermezza” gli attacchi di Israele e Usa di giugno contro l’Iran, Paese della Sco.
“Tali azioni aggressive contro strutture civili, incluse le infrastrutture nucleari, che hanno causato la morte di civili, costituiscono grave violazione dei principi e delle norme del diritto internazionale e della Carta dell’Onu, nonché un atto di violazione della sovranità della Repubblica islamica dell’Iran”, si legge nel documento. La sicurezza “degli impianti nucleari deve essere costantemente garantita, anche nei periodi di conflitto armato”.
Analoga condanna è stata ripetuta anche per gli attacchi contro i civili e le azioni che hanno portato alla distruzione di Gaza. “Esprimendo ancora una volta profonda preoccupazione per la continua escalation del conflitto israelo-palestinese, gli Stati membri condannano con fermezza le azioni all’origine di numerose vittime civili e della catastrofica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza”. A tale scopo, l’auspicio è di “un cessate il fuoco completo e duraturo, l’accesso agli aiuti umanitari e maggiori sforzi per raggiungere pace, stabilità e sicurezza nella regione”.
Assente l’Ucraina, mentre sull’Afghanistan, i leader Sco si sono impegnati a favore della costruzione di un Paese “indipendente, neutrale e pacifico”, senza “terrorismo, guerra e droga” esprimendo la disponibilità “a sostenere gli sforzi della comunità internazionale di fronte alla formazione di un governo inclusivo, espressione dei rappresentanti di tutti i gruppi etnici e politici della società afghana. Ferma condanna anche per gli attacchi terroristici del 25 aprile avvenuti a Pahalgam, in India, fortemente richiesta da New Delhi.
Il vertice ha prodotto 24 documenti in settori come sicurezza, economia, scambi culturali e collaborazione tra istituzioni, oltre a un documento strategico per il 2026-2035 della Sco, a una dichiarazione di sostegno al sistema del commercio internazionale e a una dichiarazione sugli 80 anni della fine della seconda guerra mondiale.
Media, Putin incontra Pezeshkian a margine del vertice Sco
Il presidente russo Vladimir Putin e quello iraniano Masoud Pezeshkian si sono incontrati a Tianjin, in Cina, a margine del vertice Sco: lo afferma l’agenzia di stampa russa Ria Novosti.
Xi presiede a Tianjin la riunione dei leader al vertice Sco
Il 25mo vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) entra a Tianjin nella fase operativa con la riunione plenaria dei leader. A poche ore dall’apertura formale con il banchetto di benvenuto di domenica sera, il presidente cinese Xi Jinping terrà questa mattina un discorso programmatico sugli obiettivi nel prossimo decennio che il gruppo dovrà sviluppare, presiedendo la cerimonia con oltre 20 capi di Stato e di governo eurasiatici, tra cui il presidente russo Vladimir Putin, il premier indiano Narendra Modi e presidenti iraniano Masoud Pezeshkian e turco Recep Tayyip Erdogan. Xi, nelle attese, traccerà uno scenario di ampio respiro, nella più grande riunione della Sco dalla sua fondazione nel 2001, per rafforzare il peso del Dragone al centro delle relazioni regionali.
Il discorso di Xi ai leader
Il presidente cinese Xi Jinping ha criticato “l’egemonismo e la politica della forza” che segnano “il mondo attraversato da turbolenze e cambiamenti”. Xi ha invitato i leader presenti, tra cui il russo Vladimir Putin e l’indiano Narendra Modi, ad “aderire all’equità e alla giustizia”, contro “la mentalità della Guerra fredda, il confronto tra fazioni e il comportamento prepotente” nell’ordine mondiale. “Noi siamo sempre stati per l’equità e la giustizia internazionale”, sostenendo “la tolleranza e l’apprendimento reciproco”, ha aggiunto Xi.
L’attuale situazione internazionale “sta diventando caotica e interconnessa”, ha continuato il presidente cinese, rendendo “i compiti di sicurezza e sviluppo che gli Stati membri della Sco devono affrontare ancora più impegnativi. Guardando indietro, a dispetto dei tempi tumultuosi, abbiamo raggiunto il successo praticando lo spirito di Shanghai”, ha detto ancora Xi riferendosi al nome del gruppo e alle spinte di cooperazione e solidarietà che portarono alla fondazione del gruppo nel 2001.
“Guardando al futuro, dobbiamo rimanere con i piedi per terra, andare avanti e svolgere al meglio le funzioni dell’organizzazione”, rispettando “le differenze” e mantenendo “la comunicazione strategica per costruire il consenso e rafforzare la solidarietà”. L’auspicio è di “allineare meglio le strategie di sviluppo, di promuovere la Belt and Road Initiative (Bri) e di sfruttare la forza del mercato di grandi dimensioni”, ottimizzando poi “il commercio e gli investimenti”.
Gli appuntamenti di Putin
Putin dovrebbe incontrare oggi sia Erdogan sia Pezeshkian, rispettivamente sul conflitto in Ucraina e sul programma nucleare di Teheran. Molti dei leader presenti si sposteranno poi a Pechino per la parata militare del 3 settembre su Piazza Tienanmen. Nell’occasione, ci sarà anche il leader nordcoreano Kim Jong-un a celebrare gli 80 anni della vittoria nella Seconda guerra mondiale.
Modi a Putin, ‘stop alla guerra in Ucraina quanto prima’
L’India accoglie “con favore tutti i recenti sforzi compiuti per la pace. Ci auguriamo che tutte le parti procedano in tal senso, in modo costruttivo”. E’ quanto ha detto il premier Narendra Modi nel bilaterale con il presidente russo Vladimir Putin, a margine dei lavori del vertice Sco di Tianjin, in merito alla guerra in Ucraina scatenata da Mosca. “È necessario trovare un modo per porre fine al conflitto il prima possibile e stabilire una pace duratura. Questo è l’appello di tutta l’umanità”, ha aggiunto Modi nelle battute iniziali dell’incontro, nel resoconto dei media di New Delhi.
Cos’è la Sco e perché è così importante
La Sco, fondata nel 2001, include Cina, India, Russia, Pakistan, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Bielorussia, con altri 16 Paesi affiliati come osservatori o partner di dialogo. Xi ha tenuto finora una nutrita serie di bilaterali, tra i quali quelli con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, uno dei stretti e fedeli alleati di Putin, e il premier indiano Narendra Modi, alla sua prima visita in Cina dal 2018. Modi e Xi hanno concordato sul fatto che i due Paesi dovrebbero essere “partner di cooperazione, non rivali”; a dispetto delle tensioni partite nel 2020 con gli scontri mortali tra truppe al confine himalayano. Un’ulteriore tappa del processo di disgelo tra le due nazioni più popolose del mondo, in forte competizione per estendere l’influenza in tutta l’Asia meridionale. Cina e Russia hanno promosso la Sco come alternativa alla Nato, l’alleanza Atlantica che lega Usa ed Europa, mostrando evidenti limiti strategici e operativi.
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