L’età avanza ma la passione per la montagna resta: a 85 anni un alpinista francese in ipotermia è stato salvato dopo una notte trascorsa in un bivacco di metallo a 3.000 metri di quota. Lo stesso maltempo che ieri sera lo ha reso fradicio mentre percorreva l’itinerario di salita, fino alle 6 di oggi ha impedito al soccorso alpino valdostano di avvicinarsi. Solo con un miglioramento delle condizioni meteo l’elicottero è riuscito ad arrivare sulle Grandes Murailles, cresta montuosa a ovest di Breuil-Cervinia. L’uomo è stato portato all’ospedale regionale Parini di Aosta: i sanitari lo hanno scaldato e idratato e ora le sue condizioni sono buone, tra oggi e domani potrebbe essere già dimesso.
Non era la prima volta che l’alpinista affrontava la salita che da Cervinia porta al bivacco Balestreri. Un itinerario di tre ore e mezza, di livello alpinistico, classificato come ‘poco difficile’. Ieri sera, però, non aveva fatto i conti con l’arrivo della perturbazione annunciata dai bollettini. Quando si è scatenato il temporale, l’anziano non era ancora al riparo nella piccola struttura sulla cresta Est dei Cors, a 3.142 metri.
Zuppo d’acqua e sempre più infreddolito, ha quindi proseguito fino a raggiungere il bivacco, dove è arrivato poco prima che piombasse l’oscurità. Le coperte che ha trovato all’interno non sono bastate a riportare sopra i 35 gradi la sua temperatura corporea. Inaugurata nel 1927 dal Club Alpino Accademico Italiano, la struttura metallica gli ha offerto riparo dal vento, meno dal freddo. Così l’ottantacinquenne ha iniziato a preoccuparsi e verso le 22 ha chiesto aiuto con una telefonata alla centrale unica di soccorso. Nel corso della notte l’elicottero ha tentato l’avvicinamento, impedito però dalla scarsa visibilità legata alle nubi in quota. Per il lieto fine, con l’arrivo dei soccorritori, l’alpinista ha dovuto attendere una schiarita. Visitato dal medico dell’equipaggio, è stato portato al pronto soccorso.
Per l’alta quota “non c’è una controindicazione assoluta. Se un ultraottantenne ha un discreto grado di allenamento e fa un percorso che conosce, magari non impegnativo, non ci sono controindicazioni. A meno che non abbia delle patologie croniche, soprattutto polmonari, quella è tutta un’altra questione”, chiarisce Guido Giardini, direttore del dipartimento strutturale di area medica e responsabile del centro di medicina di montagna dell’Usl della Valle d’Aosta. “La capacità all’esercizio – prosegue – scende in modo importante con l’età, soprattutto sopra i 65 anni. E poi si hanno minor massa muscolare e massa grassa. Quindi il rischio principale più che l’alta quota è il freddo”. Per esempio “l’anziano non ha meccanismi di compenso all’ipotermia efficaci come un giovane. Parlo anche del semplice brivido che interviene sotto i 35 gradi di temperatura corporea, che ha proprio il significato di ripristinare con la contrazione muscolare la normale temperatura. Quindi ci vuole un po’ di attenzione, capacità di scelta del percorso, considerazione della meteo”.
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