Kamala Harris ha definito “una decisione sconsiderata” lasciare che Joe Biden si candidasse per un secondo mandato, accusando le persone attorno al presidente di aver lasciato lui e la First Lady Jill “da soli”. “E’ una loro decisione. Lo dicevamo tutti, come un mantra, come se fossimo stati ipnotizzati. È stata gentilezza o incoscienza? Col senno di poi, credo che sia stata una decisione sconsiderata”, attacca l’ex vice presidente nel suo libro ‘107 Days’.
“La posta in gioco era semplicemente troppo alta”, dice Harris nel libro. “Questa non era una scelta che avrebbe dovuto essere lasciata all’ego di un individuo, all’ambizione di un individuo. Avrebbe dovuto essere più di una semplice decisione personale”. L’ex vice presidente nega che ci sia stata una cospirazione per nascondere le condizioni di Biden, ma spiega che era chiaro che c’erano problemi: “A 81 anni, Joe era stanco. È stato allora che la sua età si è manifestata con inciampi fisici e verbali”.
Harris si scaglia contro lo staff della Casa Bianca che a suo dire non l’ha supportata quando era vicepresidente, affermando che il team di Biden non voleva che lei oscurasse il suo capo. “Quando le storie erano ingiuste o inaccurate, la cerchia ristretta del presidente sembrava accettarle. Anzi, sembrava che volessero che fossi messa più in difficoltà”, scrive l’ex numero due.
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