Quattro Paesi – Slovenia, Islanda, Irlanda e Olanda – hanno già annunciato che boicotteranno la prossima edizione di Eurovision Song Contest che vedrà la serata finale il 16 maggio a Vienna, se parteciperà Israele, per protestare contro la situazione a Gaza. E la lista dei Paesi che minacciano di non partecipare rischia di allungarsi ancora.
“Comprendiamo le preoccupazioni e le opinioni” riguardo “al conflitto in corso in Medio Oriente” e le emittenti “hanno tempo fino a metà dicembre per confermare la loro partecipazione all’edizione del prossimo anno a Vienna”, ha dichiarato il direttore di Eurovision, Martin Green. “Spetta a ciascun membro decidere se partecipare o meno al concorso e rispetteremo la decisione di qualsiasi emittente”, ha aggiunto. L’olandese Avrotros è solo l’ultima emittente ad aver minacciato di ritirarsi dalla competizione, in programma in Austria, il Paese vincitore quest’anno con JJ, al secolo Johannes Pietsch. Mentre la cantante israeliana, Yuval Raphael, pur tra le proteste, aveva conquistato il secondo posto e anche se aveva ricevuto minacce durante le esibizioni la sua storia aveva commosso tutti perchè la giovane il 7 ottobre 2023 si era nascosta per sette ore in un rifugio fingendosi morta con addosso una pila di corpi delle persone assassinate da Hamas. Già il giorno dopo della finale però la polemica era esplosa e c’era stato un incidente diplomatico perchè lo stesso vincitore JJ si era espresso contro la partecipazione di Israele all’edizione 2026, poi parzialmente scusandosi.
Pochi giorni dopo la finale il primo ad alzare la voce in questo senso era stato il premier spagnolo Pedro Sanchez: Israele dovrebbe essere escluso dalla competizione internazionale, come 3 anni fa è stato per la Russia dopo l’invasione in Ucraina, per “solidarietà con il popolo palestinese”, aveva detto. Ora la scorsa settimana l’Irlanda, sette volte vincitrice dell’Eurovision Song Contest, ha annunciato la sua intenzione di non competere al fianco di Israele. Ma anche Slovenia, Islanda, e Irlanda hanno detto che non parteciperanno, mentre appunto la Spagna sta ancora valutando. Già in passato alcuni Paesi sono stati esclusi dall’Eurovision, come la Bielorussia nel 2021, dopo la controversa rielezione del presidente Alexander Lukashenko, e la Russia un anno dopo, dopo aver invaso l’Ucraina.
L’organizzazione dell’Eurovision ha dichiarato a luglio di aver avviato una consultazione con tutti i membri dell’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU), che organizza il concorso canoro, sulla questione. Si sarebbe discusso di “come gestiamo la partecipazione, le tensioni geopolitiche e come altre organizzazioni hanno affrontato sfide simili”. Tali consultazioni erano ancora in corso, ha dichiarato il direttore Green venerdì. L’Eurovision è il più grande evento musicale televisivo in diretta al mondo. L’edizione di quest’anno a Basilea ha attirato 166 milioni di spettatori in 37 paesi. Nel 2026 a Vienna il palcoscenico dell’evento sarà la storica Wiener Stadthalle, che aveva già accolto la manifestazione nel 2015, già in realtà ospitata a Vienna nel 1967. Il calendario prevede due semifinali, in programma martedì 12 e giovedì 14 maggio, mentre la finalissima si svolgerà sabato 16 maggio.
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