Una deflagrazione sorda e potente, che li ha scaraventati in aria per decine di metri non lasciando loro alcuno scampo. Sono morti così, nell’area industriale di Marcianise, in provincia di Caserta, il titolare della ‘Ecopartenope’, un’azienda che si occupa del trattamento dei rifiuti, il rappresentante per la sicurezza dei lavoratori della ditta e un operaio. L’ennesimo incidente in un 2025 che, stando ai dati dell’Inail relativi ai primi sei mesi dell’anno, conta quasi 3 morti di lavoro al giorno: da gennaio a giugno sono state presentate 495 denunce, contro le 462 dello stesso periodo del 2024. “É un’emergenza nazionale” dice il Pd che chiede verifiche “in tutti i siti industriali ad alto rischio”.
I tre lavoratori sono stati sbalzati in aria dall’esplosione di un silos contenente oli esausti, dove stavano effettuando lavori di saldatura ad una sonda che misura il livello di riempimento del serbatoio. In un primo momento si era parlato di una quarta persona dispersa, un allarme subito rientrato, mentre altri due dipendenti sono rimasti feriti, ma lievemente. Il titolare dell’azienda e i due dipendenti deceduti stavano lavorando ad una certa altezza e la deflagrazione li ha fatti letteralmente volare: due sono stati trovati sul tetto del capannone aziendale, il corpo del terzo era in una proprietà adiacente all’azienda. L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio: l’esplosione è stata forte anche se non ha generato alcun incendio e dunque alcuna nube nera. In molte aziende vicine, almeno fin quando non si è messa in moto la macchina dei soccorsi, nessuno si è accorto di nulla. Sul posto sono arrivate per prime le volanti della Polizia, quindi diverse squadre dei Vigili del Fuoco, i carabinieri e i tecnici del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Caserta.
Dagli accertamenti effettuati è emerso che era in corso un’operazione di saldatura, per cui è probabile che l’esplosione sia stata generata da una scintilla. Dopo l’incidente è iniziato il tragico via vai dei familiari delle vittime e dei due feriti.
“Perché” si chiedevano alcuni di loro con le mani sul volto, disperati e arrabbiati. Le indagini dovranno appurare se si sia trattato di un incidente non preventivabile o vi siano stati degli errori durante il processo di saldatura. Di certo si sa che gli oli esausti producono esalazioni di gas nocivi e in genere, quando si fanno queste operazioni, bisogna prima effettuare la decompressione dei gas, per ridurne la pressione ed evitare così quello che è appunto accaduto con la scintilla della saldatrice. Sul posto si è precipitato anche il sindaco di Marcianise Antonio Trombetta. “Sono sgomento e attonito, questo è l’incidente più grave che Marcianise ricordi”, ha osservato con commozione, “non è possibile che nel 2025 vi siano così tante morti sul lavoro. Questi incidenti sono inaccettabili. Bisogna impegnarsi di più sulla prevenzione”.
Parole ribadite anche dal Pd. “Non possiamo assistere in silenzio, – dicono Sandro Ruotolo e Marco Sarracino – della segreteria nazionale Dem – Servono controlli rigorosi, più ispettori, risorse adeguate e un cambiamento culturale: investire in sicurezza non è un costo ma un dovere”. Duri anche i sindacati. Per la Cgil si tratta di un’altra tragedia “intollerabile”, la Uil parla di “sconfitta di Stato” mentre la Cisl sottolinea come l’ennesimo incidente non possa essere considerato “una fatalità: sulla sicurezza occorre fare molto di più”. Sull’incidente è intervenuto anche il presidente della Provincia di Caserta Anacleto Colombiano, che ha assicurato che “la Provincia sarà al fianco delle autorità competenti e di tutte le parti coinvolte per fare piena luce sulle cause dell’esplosione e per contribuire, per quanto nelle proprie competenze, a rafforzare la cultura della sicurezza”.
A pochi chilometri dalla Ecopartenope, all’azienda Frigo Caserta, che è nel comune di Gricignano d’Aversa, due operai sono morti ad inizio anno in diversi incidenti e proprio qualche giorno fa si è tenuto un sit-in fuori all’azienda.
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