Donald Trump e Xi Jinping si sono sentiti, hanno compiuto “progressi” su TikTok e hanno deciso di incontrarsi faccia a faccia per la prima volta dal 2019. I due leader si vedranno prima all’Apec in Corea del Sud alla fine di ottobre e poi in Cina, dove il presidente americano volerà all’inizio del prossimo anno.
Una visita negli Stati Uniti di Xi ci sarà al “momento appropriato”, ha poi annunciato il presidente americano. “Ho finito una telefonata molto produttiva con il presidente Xi. Abbiamo compiuto importanti progressi su molti temi, incluso il commercio, il fentanyl, la necessità di mettere fine alla guerra fra Russia e Ucraina e l’approvazione dell’accordo per TikTok”, ha scritto il tycoon sul suo social Truth al termine dell’attesa telefonata con Pechino. I dettagli sui progressi su TikTok sono però scarsi. Il tycoon ha espresso il suo “apprezzamento per l’approvazione” di TikTok, in quello che sembra un riferimento all’accordo quadro raggiunto nei giorni scorsi dai negoziatori dei due paesi a Madrid che deve essere suggellato dai due leader.
Nel resoconto della telefonata fornito da Pechino non c’è invece alcuna menzione di un’intesa: Xi ha ribadito a Trump che sull’app la “posizione della Cina è chiara” e che Pechino “rispetta la volontà delle imprese, le incoraggia a condurre solide trattative commerciali, garantendo un equilibrio di interessi”, si limitano a rendicontare i media mandarini. Dichiarazioni quindi vaghe che non lasciano al momento intravedere come le trattative si evolveranno.
La Casa Bianca ha esteso fino al 16 dicembre il termine ultimo per trovare un accordo sulla vendita di TikTok ed evitarne così il divieto. Secondo indiscrezioni, al momento si lavora a una separazione delle attività americane in una nuova società controllata per l’80% da investitori statunitensi fra i quali Oracle. Ai clienti americani dell’app dovrebbe essere chiesto di trasferirsi su una nuova applicazione, che opererà su un set di algoritmi di raccomandazione per i contenuti usando la tecnologia concessa in licenza da Bytedance. Pochi dettagli sono stati offerti anche sugli altri dossier affrontati.
Né il resoconto americano né quello cinese della telefonata accenna a Taiwan, che per Pechino è una linea rossa invalicabile delle relazioni bilaterali. Secondo indiscrezioni, Trump nei mesi scorsi ha rifiutato di approvare oltre 400 milioni di dollari in aiuti militari a Tapei nel tentativo di negoziare un accordo commerciale e un possibile vertice con il leader cinese Xi. Ora che il faccia a faccia è stato delineato, all’appello manca un accordo sui dazi, che continuano a minare le relazioni fra le due superpotenze. Le trattative sulle tariffe proseguono ma al momento una svolta non appare all’orizzonte a breve termine. I progressi su TikTok, nodo nelle relazioni fra Washington e Pechino per anni, potrebbero facilitare i colloqui anche se gli ostacoli al raggiungimento di un’intesa restano molteplici. Fra questi la guerra in Ucraina e la possibilità che, in caso estremo, gli Stati Uniti approvino dazi nei confronti di Pechino così come hanno fatto con l’India per gli acquisti di petrolio russo. Gli Stati Uniti “dovrebbero astenersi da dazi unilaterali”, ha avvertito Xi. Altro dossier spinoso è quello della tecnologia.
Sia Washington sia Pechino vogliono essere leader indiscussi dell’intelligenza artificiale e stanno prendendo misure per cercare di farlo. Gli Stati Uniti hanno imposto controlli all’export e divieti per i chip dell’IA venduti in Cina nel nome della sicurezza nazionale. Pechino da parte ha preso di mira Nvidia, il colosso americano dei semiconduttori, vietando alle sue aziende tecnologiche di acquistare i suoi chip e accusandola di violazioni antitrust. Nelle trattative tecnologiche la Cina ha una leva importante, quella delle terre rare di cui cui gli Stati Uniti sono affamati. Sul tavolo restano quindi molti nodi da sciogliere ma la telefonata fra i due leader e i progressi su TikTok confermano che le prove di disgelo proseguono.
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