A giudizio per maltrattamenti la ex coach delle ‘Farfalle’ – Notizie – Ansa.it

A giudizio per maltrattamenti la ex coach delle ‘Farfalle’ – Notizie – Ansa.it


Una volta simbolo delle vittorie iridate delle “Farfalle” della ritmica, l’ex direttrice tecnica della Nazionale Italiana, Emanuela Maccarani, è stata rinviata a giudizio dal gup di Monza Silvia Pansini, al termine di un tortuoso percorso giudiziario. Il processo si aprirà il 10 febbraio, segnando un nuovo e cruciale capitolo in una vicenda che ha scosso dalle fondamenta il mondo sportivo italiano. A supportare l’accusa, ammesse come parte civile, ci sono quattro ginnaste, tra cui le prime a denunciare gli abusi, Anna Basta e Nina Corradini, insieme a Francesca Mayer e Beatrice Tornatore, oltre all’associazione ‘Change the Game’ che si è unita alle parti lese.

Maccarani, nei cui confronti la Procura di Monza aveva in un primo momento chiesto l’archiviazione, ha accolto la decisione del rinvio a giudizio con una dichiarazione che mescola amarezza e determinazione. “Finalmente ci sarà un dibattimento e finalmente potrà essere tenuta in considerazione la mia posizione”, ha affermato, ribadendo di non aver mai pronunciato gli insulti riportati dai media. Visibilmente provata, ha raccontato a fine udienza di come la sua vita e il sistema sportivo, che ha contribuito a costruire, siano andati in frantumi. “Sono stata licenziata, ho perso tutto ciò che ho acquisito in 40 anni di carriera”, ha spiegato, per poi aggiungere che, una volta concluso il processo, “volterà pagina”. Non è mancata una frecciata alla situazione attuale della sua ex squadra, per cui il quindicesimo posto ai mondiali di Rio “è l’attestazione di un sistema che si è sgretolato in brevissimo tempo”.

Insieme a lei, in Tribunale, oltre all’avvocato Danila De, sono arrivate cinque atlete, Alessia Maurelli, Agnese Duranti, Daniela Mogurean, Martina Santandrea e Laura Paris. Hanno depositato una lettera al giudice per ribadire la loro stima per la Maccarani, affermando di non riconoscersi come parti offese.
Dall’altra parte della ‘barricata’, fuori dall’aula, Anna Basta, la ex atleta che insieme a Nina Corradini ha denunciato i presunti abusi dell’allenatrice, ha espresso il suo sollievo dicendosi confortata nel “sapere che ci sono persone pronte a raccontare la loro verità”. Nonostante i tre anni “difficili e pesanti” e le paure, Basta ha ribadito di non essersi “mai tirata indietro”, per poi chiosare sulle ex compagne che hanno deciso di sostenere la Maccarani: “ognuno deve prendersi le proprie responsabilità e deve fare i conti con la propria coscienza”.
Il rinvio a giudizio di oggi rappresenta l’epilogo di un’inchiesta che ha appunto preso il via dalla denuncia delle ginnaste, per poi sfociare in un primo procedimento sportivo conclusosi con un ammonimento per “espressioni inadeguate”.
Tuttavia, a giugno di quest’anno, un nuovo procedimento sportivo, basato proprio sulle intercettazioni dell’indagine penale, ha portato a una squalifica di tre mesi per “comportamento antisportivo”, culminato con il licenziamento della ex dt. L’indagine penale, dopo una iniziale richiesta di archiviazione da parte della Procura, per mano del gip di Monza Angela Colella si è tradotta in imputazione coatta per maltrattamenti aggravati, poi sfociata nel rinvio a giudizio di oggi. 

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