“Avevamo bisogno di utilizzare denaro contante per pagare gli avvocati”. Parla così Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, intervistata a Quarto grado sulla nuova indagine dei pm di Brescia secondo i quali l’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, è stato corrotto proprio per scagionare il figlio.
“Io personalmente – aggiunge Daniela Ferrari – non sono mai andata a pagare nessun avvocato, questo dovreste chiederlo a mio marito”. E sul fatto appunto che sia stato il marito a portare le buste dice di non voler rispondere “perché ho già risposto ai carabinieri oggi e non vedo perché devo venire a ridirlo in televisione. Io non devo chiarirlo a tutti gli italiani, io devo chiarirlo con i carabinieri e con la Procura. Quando la Procura me lo chiederà direttamente, lo chiarirò a loro. Ma perché io devo venirmi a giustificare con tutti gli italiani di quello che fa la mia famiglia, di quello che stiamo facendo? Siamo veramente stufi. Devono farla finita tutti con questa cosa. Non possiamo ogni giorno essere in televisione con un’accusa diversa e tutte le volte senza avere una prova sicura”.
“Siamo veramente stanchi – conclude – che ogni due giorni c’è una svolta. Sono state fatte tante di quelle svolte che ormai non sono più svolte: siamo in una spirale e basta”.
20 o 30 euro erano per bolli o documenti – “Sì sì era un pizzino che ho scritto, mi ricordo di averlo scritto, adesso i 20-30 euro non hanno significato, sono 20 o 30 euro, capire adesso dopo tanti anni a cosa servivano diventava difficile” ha detto a Quarto Grado Giuseppe Sempio, padre di Andrea Sempio.
“A dire un motivo non me lo ricordavo – ha aggiunto in collegamento dalla casa di famiglia a Garlasco, dove ieri la famiglia è stata oggetto di perquisizioni – poi mi è stato detto che forse erano soldi per le marche da bollo o forse soldi da dare agli avvocati per prelevare dei documenti per fare il loro iter, roba di avvocatura, dipendevamo dai nostri avvocati”.
Sul pizzino al centro del fascicolo per ‘corruzione in atti giudiziari’ aperto dalla Procura della Repubblica di Brescia e che vede per il momento unico indagato l’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, trovato dai carabinieri, c’è scritto “Venditti gip archivia X 20.30 euro” ma vengono presi in considerazione anche alcune anche intercettazioni e i rapporti con alcuni membri della sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Pavia. Ieri le perquisizioni a casa Sempio sono state operate dalla Gdf e i Carabinieri proprio in merito a questa nuova inchiesta.
“Abbiamo visto Venditti una volta sola” – “Quella uscita contro il dottor Venditti è una schifezza” dice a Quarto Grado la madre di Sempio, indagato per il delitto di Chiara Poggi, alla luce della nuova indagine dei pm di Brescia che coinvolge l’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, indagato con l’accusa di essere stato corrotto proprio per scagionare Sempio dalla responsabilità del delitto di Garlasco.
“Possiamo dire una cosa sia io che mio marito – ha proseguito la madre di Sempio -, il dottor Venditti noi l’abbiamo visto una volta sola a Pavia quando siamo stati chiamati nel 2017 e basta, non lo conosciamo personalmente e nessuno della famiglia Sempio ha mai dato una lira al dottor Venditti. Quindi anche tutte le accuse che vengono fatte contro di lui per quanto riguarda la famiglia Sempio sono delle emerite schifezze”.
“Sono stanca di sentire tutto quello che viene detto adesso – ha aggiunto la donna che ieri con il marito è stata sentita a lungo come testimone dagli investigatori a Pavia -. Mi fa schifo che delle intercettazioni di una famiglia che sta parlando dei cavoli suoi in macchina vengano rese pubbliche. Non ce la facciamo più e questa accusa che anche oggi ci viene fatta d’aver corrotto il dottor Venditti è una grandissima cavolata che verrà smentita come tutte le altre cose che sono state dette finora”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
