Pressing della Lega: ‘Una garanzia per pagare i danni ai cortei’ – Notizie – Ansa.it

Pressing della Lega: ‘Una garanzia per pagare i danni ai cortei’ – Notizie – Ansa.it


Auto date alle fiamme, barricate con cassonetti posizionati al centro della strada, bottiglie, pietre e altri oggetti lanciati contro le forze dell’ordine. All’indomani delle scene di guerriglia urbana a Roma, che seguono tensioni e disordini avvenuti nei giorni precedenti in varie città italiane, il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni ipotizza contromisure, almeno economiche, per pagare i danni che i violenti provocano durante le manifestazioni. Mentre il segretario della Cgil, Maurizio Landini, prende le distanze dagli ‘incappucciati’: “la violenza è anche una cosa contro chi manifesta, la considero una cosa contro di noi. I criminali e i cretini non c’entrano nulla con chi ha organizzato” l’iniziativa.

Ne aveva parlato Matteo Salvini nelle scorse settimane, immaginando una cauzione per chi promuove i cortei, e il sottosegretario rilancia l’idea. “Stiamo lavorando come Lega a una proposta di legge, che presenteremo agli alleati di governo, che garantisce il diritto a manifestare, ma prevede la richiesta di una garanzia finanziaria a organizzatori e promotori di alcune manifestazioni, valutate a rischio da questori e prefetti, per coprire eventuali danni”, spiega Molteni all’ANSA. “Il diritto a manifestare è sacrosanto, ma non è il diritto a devastare o ad aggredire operatori delle forze di polizia”, sottolinea. Sul testo ci sarà da trovare una convergenza soprattutto con Forza Italia, da cui erano arrivate perplessità sulla misura.

E il pensiero adesso va agli agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti in piazza. Se ne contano 41 sabato a Roma, che fanno salire a 126 il bilancio complessivo di tre giorni di mobilitazione pro Pal nella Penisola. “È una vergogna inaccettabile”, afferma Molteni che definisce gli uomini e le donne in divisa un “orgoglio nazionale”. Ad esprimere solidarietà anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che assicura: “Se qualcuno immagina che possiamo perdere la pazienza o l’equilibrio su questa continua sollecitazione di piazza, si sbaglia di grosso”.

Intanto la Digos di Roma è al lavoro per dare un volto e un nome ai gruppi di violenti che sono entrati in azione al termine di un corteo pacifico che aveva ‘invaso’ per ore le strade della città chiedendo ‘Stop al genocidio’. Al vaglio degli investigatori i video della polizia scientifica e delle telecamere di videosorveglianza per identificare altri responsabili e cristallizzare le singole posizioni. Al momento sono 262 gli identificati e due gli arrestati.

Si indaga anche su un blitz avvenuto in un bar nei pressi di piazza Vittorio nella tarda serata di ieri. Alcuni manifestanti di ritorno dal corteo con bandiere della Palestina e kefiah sono stati aggrediti da circa trenta persone, entrate con i volti coperti da caschi e armate di bastoni. All’arrivo della polizia, i responsabili erano già scappati. Il proprietario del bar ‘allo Statuto’ ha confermato l’episodio anche sui profili social del locale, raccontando che gli autori del raid intonavano “cori fascisti” e hanno aggredito fisicamente anche un dipendente. Nel bilancio si contano danni alla porta d’ingresso e ad alcuni arredi. Un episodio avvenuto a pochi metri di distanza dalla sede di Casapound dove, nel corso della guerriglia urbana di ieri, si è verificato un lancio ‘incrociato’ di oggetti tra pro Pal in strada e occupanti dell’edificio che si erano affacciati alla finestra.

E intanto è polemica sullo striscione “Il 7 ottobre giornata della Resistenza palestinese” apparso sabato al corteo. Dura la critica dell’ambasciatore d’Israele in Italia, Jonathan Peled: “Il massacro del 7 ottobre è stato un atto di brutale terrorismo. Chi è sceso in piazza a giustificarlo dimostra di non voler la pace, ma di sostenere Hamas”. Critico anche il leader della Cgil Maurizio Landini che lo definisce: “una cosa sbagliata, non accettabile”.

La tensione comunque resta alta. Nella notte è finito nel mirino un panificio kosher in zona Marconi. Sulla serranda è apparsa la scritta “Ebrei di m…. bruciate tutti”. I dipendenti del forno hanno dato l’allarme all’apertura e sulla vicenda sono ora in corso accertamenti della polizia.

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