Manager segregava e picchiava le figlie di 7 e 9 anni – Notizie – Ansa.it

Manager segregava e picchiava le figlie di 7 e 9 anni – Notizie – Ansa.it


Vessazioni continue fin dai primi anni di vita, botte e violenze per far rispettare pedissequamente le sue regole fino ad umiliarle e punirle. E’ l’orrore che hanno vissuto due bambine di 7 e 9 anni, soggiogate, segregate e picchiate sin da piccole dal padre-padrone, un ‘insospettabile’ manager d’azienda che, tra le mura di casa, era un mostro che incuteva terrore. Ora l’uomo rischia di finire sotto processo con le accuse di maltrattamenti aggravati e continuati. A portare alla luce la vicenda sono stati gli uomini della squadra Mobile di Chieti, coordinati dalla procura locale.

Secondo quanto emerso, il manager costringeva le figlie, sin dai primi anni di età, a osservare le proprie rigide regole. Durante i pasti le piccole dovevano tenere in vista le mani, in ordine e appoggiate sul tavolo, in un silenzio così forzato da sembrare irreale per due bimbe di 7 e 9 anni.

L’inchiesta evidenzia l’ossessione per il controllo da parte dell’uomo che, in alcuni casi, obbligava le proprie figlie anche a lavare a mano gli indumenti sporchi dopo non essere riuscite a trattenere i bisogni. E se una di loro aveva l’ardire di contravvenire alle regole finiva in punizione, sommersa di insulti e minacce, ferma in piedi in mezzo alla stanza. Ma l’intera routine all’interno di quella casa era avvolta dalle minacce. Persino durante i compiti di scuola l’uomo arrivava a insultare le figlie se sbagliavano qualche esercizio o non riuscivano a scandire l’alfabeto a memoria.

In un’occasione, ha ricostruito la Procura, l’uomo era arrivato a minacciare le bambine puntando contro di loro anche una balestra. Lo scopo dell’imputato era quello di intimidirle e costringerle a mentire davanti al giudice nella causa di separazione dalla moglie. Le piccole avrebbero dovuto dire di preferire di restare con il padre-orco piuttosto che seguire la mamma. Le violenze, come ricostruito dagli inquirenti, sono andate avanti fino al 2020. Inizialmente il procedimento per maltrattamenti sulle bambine era stato archiviato, perché le loro dichiarazioni erano state valutate contrastanti e, quindi, non pienamente credibili. Nel corso della causa di separazione, invece, una consulenza tecnica d’ufficio ha certificato la piena attendibilità delle sorelle, spingendo un giudice a ordinare la ritrasmissione degli atti ai pubblici ministeri. Così la Procura ha riaperto il caso e chiesto un incidente probatorio. In quell’occasione le bimbe, ormai cresciute di quattro anni, hanno confermato i maltrattamenti e gli abusi. Il ricordo di un orrore che, inevitabilmente, segnerà per sempre le loro vite. 

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