‘Temo di essere uccisa’, verranno acquisiti i referti delle precedenti violenze di Soncin – Notizie – Ansa.it

‘Temo di essere uccisa’, verranno acquisiti i referti delle precedenti violenze di Soncin – Notizie – Ansa.it


Oltre un anno prima del delitto, Pamela Genini temeva già che il compagno Gianluca Soncin, 52 anni, potesse ucciderla. L’inquietante dato emerge dal referto redatto dall’ospedale di Seriate, ella Bergamasca, dove il 4 settembre 2024 la 29enne si fece visitare dopo essere stata picchiata dal fidanzato il giorno prima a Cervia.

Un documento che sarà acquisito dalla Procura milanese nell’inchiesta per omicidio volontario pluriaggravato a carico di Soncin. Alla ragazza vennero sottoposte le cinque domande del protocollo di valutazione del rischio di violenze e lei rispose in modo affermativo a quattro quesiti su cinque: sulla gelosia, sull’aumento dell’intensità delle violenze, sulle minacce con un’arma e appunto sulla possibilità che lui potesse ucciderla.

 L’unica risposta negativa riguardava se avesse subito violenze in gravidanza, non essendo lei incinta. Pamela, che martedì scorso è stata colpita con almeno 30 coltellate nella sua abitazione in via Iglesias a Milano, spiegò allora agli operatori sanitari che il giorno prima prima Soncin l’aveva “buttata a terra, colpita alla testa con calci e pugni, trascinata per i capelli per diversi metri”, per poi romperle un dito lanciandole addosso un oggetto. “Intervenute le forze dell’ordine ma non effettuata denuncia”, c’è scritto sul referto. “Il tutto è avvenuto presso la casa dell’accusato in altra regione a Cervia, dove la paziente si è recata autonomamente. Non primo episodio. Numerose minacce verbali e via sms. Mai effettuati precedenti accessi. Negli ultimi mesi frequenti episodi di violenza reiterata”.

A seguito del risultato del questionario, vennero allertate le forze dell’ordine e la Tenenza dei carabinieri di Seriate acquisì il referto e lo inviò a Cervia per competenza. Pamela poi si rifiutò di denunciare e nulla venne trasmetto alle procure di Bergamo e Brescia per l’attivazione del codice rosso.

L’aggiunta di Milano Letizia Mannella e la pm Alessia Menegazzo, che contestano a Soncin l’omicidio aggravato anche da stalking, premeditazione e crudeltà, acquisiranno ora il referto medico agli atti delle indagini. Così come tutti gli altri documenti scambiati tra i vari uffici di polizia che consentano di ricostruire tutte le violenze commesse dal 52enne nei confronti della ragazza. Intanto è stata stata organizzata per domani a Milano una fiaccolata in memoria della 29enne e per “l’ennesimo femminicidio che si compie da parte di maschi che non si rassegnano alla possibilità che un rapporto possa finire”.

Gli abitanti e i commercianti del quartiere Gorla, dove la ragazza viveva ed è stata uccisa, si raduneranno alle 17.30 di domenica ai giardinetti di via Iglesias angolo via Liscate. Un’iniziativa promossa anche sui canali social del movimento Non una di meno. “Per Pamela. Per tutt3 noi”, si legge sui loro profili social.

“Per non dire mai più ‘non una di meno’. Ci vogliamo viv3”. Un presidio nella periferia nord di Milano dove viveva era stato organizzato anche lo scorso giovedì pomeriggio, a due giorni dall’omicidio della donna. La sera del 14 ottobre Soncin si è presentato a casa di Pamela usando una copia delle chiavi che aveva fatto di nascosto. In pochi secondi l’ha colpita con oltre 30 coltellate, prima che i poliziotti, arrivati subito dopo essere stati chiamati dall’amico a cui la donna aveva lanciato l’allarme, riuscissero a buttar giù la porta dell’appartamento. Secondo i primi esiti dell’autopsia, sono almeno tre i fendenti letali sferrati nella zona del torace, ma serviranno comunque approfondimenti per capire se siano state inferte altre ferite mortali all’altezza del collo.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link