L’amministrazione Trump avrebbe identificato gli obiettivi da colpire in Venezuela e fra questi ci sarebbero anche strutture militari usate per il contrabbando di droga, secondo quanto riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali una decisione definitiva non è ancora stata presa.
La possibile campagna aerea americana si concentrerebbe sui target che legano i cartelli della droga e il regime di Nicolas Maduro. Fra i potenziali target ci sono porti e aeroporti controllati dall’esercito e usati per il trasporto di droga, ma anche strutture navali.
Trump ha detto di non prendere in considerazione attacchi all’interno del Venezuela, smentendo così le indiscrezioni del Wall Street Journal. Quando gli è stato chiesto se stesse valutando tale azione, il presidente ha risposto: “No”.
I raid militari dell’amministrazione Trump contro imbarcazioni nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico sono “inaccettabili”, afferma il commissario dell’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk che chiede l’apertura di un’inchiesta.
Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha scritto una lettera a Vladimir Putin chiedendogli un aiuto contro i raid nei Caraibi da parte degli Stati Uniti. Lo riferiscono fonti di Caracas al Washington Post secondo le quali il venezuelano avrebbe contattato anche la Cina e l’Iran. Maduro ha sollecitato assistenza militare e attrezzature per rafforzare le difese del Paese.
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