Il figlio di Yitzhak Rabin: ‘A Netanyahu interessa solo la sua sopravvivenza’ – Notizie – Ansa.it

Il figlio di Yitzhak Rabin: ‘A Netanyahu interessa solo la sua sopravvivenza’ – Notizie – Ansa.it


A 30 anni dall’omicidio di Yitzhak Rabin, il figlio Yuval rompe il silenzio per avvertire il mondo che i vertici politici di Israele stanno alimentando lo stesso clima di odio che portò all’attentato in cui Yigal Amir, estremista della destra radicale israeliana vicina al Likud, uccise il padre, e con lui gli sforzi nel processo di pace israelo-palestinese. E attacca il premier Benyamin Netanyahu, accusandolo di essere interessato soltanto “alla sua sopravvivenza”, in un Paese che dopo due anni di guerra si mostra sempre più diviso.

Mentre la tregua a Gaza resta fragile e mancano ancora all’appello 11 corpi di ostaggi: gli ultimi tre cadaveri restituiti da Hamas non sono infatti dei rapiti, ha denunciato lo Stato ebraico che intanto prosegue i raid su Khan Yunis nonostante la tregua, denunciano le autorità della Striscia. Un mese prima dell’assassinio di Rabin, Netanyahu intervenne a una protesta a Gerusalemme dove i dimostranti tenevano manifesti con l’ex premier vestito con l’uniforme nazista. Come ricordano i media israeliani, la protesta è considerata uno degli eventi chiave di escalation delle tensioni interne nel periodo precedente l’attentato. Al funerale, la moglie Leah Rabin si rifiutò di stringere la mano a Bibi. Yuval invece ha incontrato l’attuale premier, e l’impressione che ne ha avuto è stata netta: “E’ un uomo distaccato, non sente, non ascolta. Pensa solo a quale profitto può trarre da una situazione”, assicura, “è motivato solo dall’opinione pubblica e solo dalla sua sopravvivenza personale”, ha detto a Channel 12. “È un sostenitore di Hamas, non è più un segreto, quella era la strategia. Ma ora chiedo: qual è il ruolo di Netanyahu in questa vicenda? Dichiarazioni vuote e senza senso. Quante volte ha promesso di sradicare Hamas? Perché non l’ha fatto?”, si chiede il figlio del premier assassinato. Alla domanda su come avrebbe reagito suo padre a tutto quello che sta accadendo in Israele, Yuval si è detto convinto che “sarebbe rimasto scioccato”. “Spero davvero che Israele faccia crollare Hamas completamente, che lo disarmi. E poi? Chiedo a Netanyahu qual è la strada. Lui è il capo, deve tracciarla”, ha poi aggiunto.

E non è solo il premier a finire sotto il fuoco delle parole di Yuval, che ha criticato duramente la nomina di ministri estremisti come Itamar Ben Gvir, che da giovane attivista dell’ultradestra fu protagonista della campagna di odio contro Rabin. Oggi, trent’anni dopo quell’assassino e due anni dopo il massacro del 7 ottobre, “l’odio e la divisione sono di nuovo in aumento. La società israeliana si trova a un punto di rottura, ed è nostra responsabilità condivisa fermare questo deterioramento”, è il monito di Yuval. La via resta quella della pace, che però fa fatica a trovare lo slancio giusto. La Turchia ospiterà lunedì una riunione dei ministri degli Esteri musulmani per discutere della fase due del piano per Gaza. Compresa la cosiddetta ‘forza di stabilizzazione’ che secondo Germania e Giordania, necessita di un mandato Onu. Ma tutto questo non si sbloccherà finché non saranno restituiti a Israele tutti i corpi dei rapiti. Le brigate al-Qassam di Hamas hanno chiesto più attrezzature e personale per cercare i cadaveri, e si sono difese dicendo che gli ultimi tre corpi rimpatriati non erano stati identificati come ostaggi. Ma “Israele ha preteso di esaminarli” e di riceverli lo stesso, per poi accusare i miliziani palestinesi di avere, ancora una volta, violato i patti.

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