Bimbo ucciso dalla mamma, relazione al ministero sul permesso alla donna di vederlo – Notizie – Ansa.it

Bimbo ucciso dalla mamma, relazione al ministero sul permesso alla donna di vederlo – Notizie – Ansa.it


Agli uffici del ministero della Giustizia potrebbe arrivare a breve, nei prossimi giorni, una relazione in merito alla decisione del tribunale civile di Trieste del 13 maggio scorso, quando accordò a Olena Stasiuk la possibilità di vedere il figlio di nove anni una volta alla settimana. Stasiuk, accusata di aver ucciso il bambino tagliandogli la gola nel corso di uno dei primi incontri da sola con lui, è stata poi arrestata. La relazione, come da prassi, potrebbe puntare a far luce sulle motivazioni che avrebbero portato i giudici a questa decisione.

 

“O Giovanni rimane con me, oppure io sono disposta ad uccidere il bambino, a uccidere me, buttandomi nel mare, e a uccidere anche Paolo”. Sono le parole, pronunciate l’11 luglio 2018, da Olena Stasiuk, verbalizzate dai Servizi sociali quando venne prospettato alla donna il possibile affido esclusivo del figlio Giovanni, di 9 anni, al padre. A riferirle, in un’intervista a SkyTg24, è l’avvocato del papà, Gigliola Bridda. “Io sono preoccupato per l’incolumità di mio figlio – le parole del papà negli atti dell’epoca – Sono preoccupato per la sua integrità. La mia ex moglie può arrivare a ucciderlo. Perché ho visto quello che capitava a casa”.

Video Madre uccide il figlio di 9 anni a Muggia, il piccolo era affidato al padre

 

Ho “il grande rammarico legato al fatto che alla madre sia stato consentito di vedere il bambino senza protezione”, ha detto il padre del piccolo, come ha riferito il parroco di Muggia (Trieste), don Andrea Destradi. “Sono completamente devastato”, ha aggiunto l’uomo parlando con il parroco.

Il sacerdote è in costante contatto con l’uomo, pervaso da questo sentimento di “grande rammarico” da quando due sere fa l’ex moglie, Olena Stasiuk, ha ucciso il figlio tagliandogli la gola. Il piccolo era da solo a casa della madre in uno degli incontri che per la prima volta si svolgevano da soli. 

 

 

La donna ucraina avrebbe in precedenza anche stretto il figlio al collo causandogli qualche livido che, refertato, era stato giudicato guaribile in tre giorni, secondo quanto scrivono oggi alcuni quotidiani in edicola pubblicando anche una foto del volto del bambino. Il fatto risalirebbe a due anni fa.

Secondo la documentazione raccolta da Il Piccolo, quello matrimoniale sarebbe stato un ambiente burrascoso: una convivenza finita praticamente già alla nascita del bambino. “Ricordati bene che se io muoio anche Giovanni muore con me! E non pensare che io stia scherzando”, sarebbe stata una delle minacce della donna rivolte al marito. 

Video Perché alcune madri uccidono?

 

   

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