Altolà della Bce sull’oro di Bankitalia ma FdI tira dritto – Notizie – Ansa.it

Altolà della Bce sull’oro di Bankitalia ma FdI tira dritto – Notizie – Ansa.it


ROMA di Alessandra Chini Altolà della Bce sull’emendamento di Fratelli d’Italia sulle riserve dell’oro di Bankitalia. Ma il partito della premier, sembra, al momento, determinato ad andare dritto per ribadire il concetto che le riserve sono “del popolo italiano”. Ed è questa solo una delle questioni aperte della manovra che avanza a rilento in commissione in attesa dello sblocco dell’intesa con le banche sulle coperture e con le opposizioni che sono sulle barricate contro le norme sui Lep e minacciano ostruzionismo. Dopo il gelo sulla prima formulazione, l’Eurotower mette nero su bianco un parere decisamente duro anche sulla riformulazione più light proposta da FdI che, tolto il riferimento allo Stato, ha mantenuto semplicemente quello al fatto che le riserve auree, detenute e gestite da via Nazionale “appartengono al popolo italiano”. Nelle considerazioni firmate dalla presidente Christine Lagarde sulla proposta di modifica si mette, però, proprio in discussione la ratio dell’iniziativa. “Non è chiara la finalità della proposta”, si legge nel testo che chiede alle autorità italiane di “riconsiderare” la vicenda e, di fatto, non procedere per preservare “l’esercizio indipendente” della Banca d’Italia. Ma Fratelli d’Italia, al momento, sembra non demordere. Sulla proposta c’è un “sorprendente allarmismo”, dice il responsabile programma del partito Francesco Filini, sottolineando che l’emendamento “ribadisce un principio normale e cioè che le riserve auree sono di proprietà del popolo italiano”. Sono “curiose” le perplessità sulla proposta di modifica anche secondo il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia primo firmatario dell’emendamento, Lucio Malan. Secondo il relatore della manovra di FdI, Guido Liris, ad ogni modo sul testo si attende “una ulteriore riformulazione del Mef”. Una notizia, quest’ultima, che avrebbe lasciato sorpresa la Bce. Non è chiaro, comunque, quali siano le reali chance della proposta di procedere. “Penso che avrà vita breve”, fa sapere il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia. E, secondo alcuni ben informati, non è da escludersi che, alla fine, l’emendamento possa essere bloccato a livello di ammissibilità. Sempre sul tema del metallo prezioso è da capire, poi, anche il destino della proposta di FI, ma di una tassa agevolata sulle plusvalenze dell’oro. “Si tratta di una proposta di copertura – evidenzia l’azzurro Dario Damiani – che ora è sul tavolo di Palazzo Chigi”. Del resto è proprio intorno al tema delle risorse per le modifiche alla manovra che si gioca ora tutta la partita. Con l’attesa della chiusura dell’intesa tra governo e banche che potrebbe portare 600 milioni alla legge di bilancio. Dallo sblocco di ulteriori fondi dipendono, però, una serie di modifiche che restano in pista. Tra queste, ad esempio, Opzione Donna, sulla quale Fratelli d’Italia starebbe provando a trovare “una copertura idonea”, come evidenzia Malan. Tra le modifiche che potrebbero trovare spazio anche quella di Iv per un fondo di 500mila euro annui per i Comuni per il contrasto all’antisemitismo. “Ci sono state aperture del governo, spero si vada fino in fondo”, evidenzia in proposito Raffaella Paita. Mentre tra i segnalati rispunta un emendamento della Lega che chiede maggiori tutele per gli investimenti dei balneari. I lavori in commissione, intanto, procedono a rilento e solo da martedì si capirà qualcosa in più sul destino delle modifiche e sui tempi: a inizio settimana dovrebbero – infatti – arrivare i pareri del governo e l’obiettivo, secondo il presidente della commissione Nicola Calandrini, è quello di iniziare le votazioni tra giovedì e venerdì della prossima settimana. Dirimente sarà, però, capire cosa accadrà sui contestati articoli sui Lep inseriti nel testo e di cui le opposizioni chiedono lo stralcio. “Deve essere chiaro: con i Lep dentro – mette nero su bianco Boccia – la manovra non si approva. Se vogliono un duro ostruzionismo siamo qui”. E il centrosinistra va all’attacco anche di una legge di bilancio definita “fallimentare”. Ma intanto il centrodestra festeggia i dati sullo spread che scende sotto la soglia dei 70 punti e chiude ai minimi dal 2009. “Un segnale di fiducia importante”, si commenta dal Mef con la sottosegretaria Lucia Albano.

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