L’Arera come il Cnel. I vertici dell’Authority che vigila su Energia, Reti e Ambiente, che tra qualche settimana saranno sostituiti da nuovi commissari appena nominati dal Consiglio dei Ministri, hanno deciso di eliminare il vecchio tetto alle proprie retribuzioni, adeguandosi alle indicazioni della Corte Costituzionale. Così, con una delibera approvata il 25 novembre, hanno aumentato i propri compensi di circa 70mila euro l’anno e hanno chiesto di accantonare gli importi degli ultimi cinque mesi.
L’idea indicata è quella di attendere i chiarimenti che arriveranno con la circolare alla quale sta lavorando il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo che dovrà definire le modalità di applicazione della sentenza della Consulta. In realtà le authority sono autonome, godono di autonomia amministrativa e non sono sottoposte alle indicazioni del ministro della Pa, che comunque sta affrontando il nodo dell’applicazione della sentenza della Consulta. E’ al lavoro su una circolare che regolerà i salari dei dirigenti pubblici di alto livello e dovrà rispettare le indicazioni della massima Corte. Nel frattempo, però, è stato predisposto un parere giuridico. E’ stato utilizzato per l’Inps, che aveva deciso di adeguare le retribuzioni dei top manager al nuovo tetto: la scelta è stata bloccata spiegando che la decisione della Consulta non legittima un adeguamento automatico al rialzo.
Per il momento anche gli aumenti dell’Arera sono accantonati.
La norma è all’interno dell’allegato B della delibera sulla ‘seconda variazione di bilancio’ riportata sul sito ufficiale dell’Autorità, una decisione di certo non facile da trovare scorrendo soli i titoli. A curiosare e rilanciarla sono stati invece i quotidiani Il Messaggero e Il Mattino che hanno definito l’indicazione “un bonus all’ultimo miglio… con venti giorni di anticipo sul Natale e a dieci giorni dalla nomina in Cdm dei nuovi componenti”. Già perché giovedì scorso il Consiglio dei ministri ha nominato “Nicola dell’Acqua, in qualità di Presidente del Collegio e Alessandro Bratti, Livio De Santoli, Lorena De Marco, Francesca Salvemini, in qualità di componenti”. Appena si completa l’iter prenderanno il posto dell’attuale presidente Stefano Besseghini e degli altri consiglieri Gianni Castelli, Andrea Guerrini, Stefano Saglia e Clara Poletti.
La delibera Arera contiene all’interno dell’allegato un capitoletto dal titolo “abrogazione del limite retributivo dei dipendenti pubblici”. Prevede che, “in attesa di ulteriori approfondimenti normativi”, vengano rideterminati e accantonati gli emolumenti dei cinque commissari. “La variazione a copertura dei maggiori oneri per le indennità al Presidente e ai Componenti del Collegio dell’Autorità viene, pertanto, stimata in un aumento per un importo pari a 70.000,00 euro”.
L’incremento delle indennità sarà spalmato sugli ultimi cinque mesi dell’anno, da agosto a dicembre 2025, perché la sentenza della Consulta che ha annullato il tetto retributivo dei manager pubblici risale a luglio scorso. Conti alla mano si tratta di circa 2.800 euro in più al mese per ognuno dei commissari dell’Authority che regola le reti pubbliche.
Il tema, come accaduto quando il presidente del Cnel Renato Brunetta si è adeguato – facendo poi subito marcia indietro – lo stipendio ai nuovi tetti, ha ovviamente provocato un po’ di polemiche politiche. “Ancora un episodio poco dignitoso e insultante nei confronti degli italiani che fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese”, commenta Nicola Fratoianni di Avs. “Il regalo di Natale che il consiglio dell’Arera in scadenza si è fatto fuori tempo massimo è indecoroso”, ha detto la senatrice Iv, Raffaella Paita. “Un blitz dell’ultimo minuto scandaloso”, ha aggiunto la sua collega di partito Silvia Fregolent.
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