Ruba il barcone pieno di pacchi e finisce per schiantarsi contro la balaustra di uno dei più famosi ponti al mondo, quello di Rialto a Venezia, distruggendo tre colonnine e spezzando il piano d’appoggio: la protagonista è uno donna che le forze di polizia già conoscevano e che è stata arrestata.
La donna ha visto la barca da trasporto merci, il tradizionale ‘topo’ veneziano’, pieno di pacchi e regali di Natale da consegnare, ormeggiata sotto la Riva del Palazzo dei Camerlenghi, la sede della Corte dei Conti, a Rialto. Così non ci ha pensato due volte e mentre gli operatori del corriere si erano assentati per effettuare le consegne, ha cercato di rubare alcuni pacchi. Qualcuno se ne è però accorto e ha lanciato l’allarme: a quel punto, la donna è salita a bordo del barcone, si è messa al timone, ha acceso il motore e ha attraversato il canale a velocità sostenuta, finendo la sua corsa sulla balaustra a lato del ponte. Nell’urto ha rischiato di cadere in acqua, dove invece sono finiti molti regali di Natale che quasi certamente non arriveranno sotto l’albero. La dinamica è ancora in corso di definizione ma la donna, fermata dalla Polizia locale, è stata intanto arrestata per furto e altri reati e dovrebbe essere processata per direttissima.
Le immagini dell’impatto hanno fatto rapidamente il giro della città, prima che il barcone fosse spostato e ormeggiato sotto il Ponte di Rialto in sicurezza. Il reparto della navigazione della polizia locale sta quantificando i danni ma sarà necessario del tempo visto il valore storico del monumento: il Ponte di Rialto nella sua forma attuale in pietra, è stato realizzato tra il 1588 e il 1591.
Attorno alla balaustra c’è il plateatico di un piccolo ristorante che d’estate ospita circa una dozzina di tavolini e il tratto è molto trafficato da barche motori e da gondole. Per puro miracolo non sono state incrociate altre barche e non ci sono feriti. La balaustra era stata restaurata e messa in sicurezza nel 2008 dal marmista, il consigliere comunale Giovanni Giusto arrivato subito sul posto per una prima valutazione dei danni. “Il restauro sarà difficile, ma non impossibile. La prima cosa da fare è recuperare tutti i frammenti, anche quelli finiti in acqua, ma bisognerà anche lavorare un po’ di fantasia perché non tutti saranno trovati” ha detto Giusto.
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