Alle 16:37 nel centro di Milano è sceso il silenzio per ricordare, come ogni anno, le 17 vittime della strage di piazza Fontana, la madre di tutte le stragi, di matrice neofascista, che ha inaugurato il periodo conosciuto come strategia della tensione. Nel giorno del 56/o anniversario il sindaco di Milano Giuseppe Sala avverte dal palco della commemorazione che “le nostre strade sono ancora piene di fascismo” e per questo ha ancora più senso essere in piazza a ricordare una strage per cui “ancora oggi continuiamo a chiedere verità e giustizia”.
L’attenzione di Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, non si abbassa anche dopo molti anni “e noi siamo qui – rimarca il sindaco – a impedire a chi oggi ci sta provando” a riportare il Paese a quel “passato che la storia ha sconfitto in modo definitivo”. Dalla piazza arriva anche un messaggio in sostegno del popolo palestinese, con uno striscione che chiede al Comune di Milano, affisso proprio durante la commemorazione, di interrompere il gemellaggio con la città israeliana di Tel Aviv. Un messaggio, quello in difesa della Palestina e “contro il genocidio” rimarcato anche nella seconda manifestazione promossa dalle sigle antifasciste, dagli studenti e dai centri sociali, per ricordare “la strage fascista e di Stato, l’assassinio di Giuseppe Pinelli e l’innocenza di Valpreda”.
La commemorazione delle vittime è stata anche l’occasione per tessere un filo rosso tra le città italiane colpite da stragi di stampo neo fascista, come Brescia e Bologna. Nel corso della commemorazione è stata inaugurata l’installazione permanente ‘Non Dimenticarmi’ dell’artista Ferruccio Ascari, dedicata alle vittime della strategia della tensione e delle principali stragi neofasciste avvenute tra il 1969 e il 1980: Piazza Fontana (1969), treno Freccia del Sud (1970), Peteano (1972), Questura di Milano (1973), treno Italicus (1974), Brescia – Piazza della Loggia (1974), Brescia – Piazzale Arnaldo (1976) e stazione di Bologna (1980). In piazza Fontana infatti c’erano anche la sindaca di Brescia, Laura Castelletti, che ha ricordato la strage di piazza della Loggia e ha evidenziato come “non dimenticare non è un esercizio del passato ma un dovere verso il presente”. Mentre l’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Daniele Del Pozzo, ha proposto di creare “una rete delle città della memoria perché bisogna continuare a trasmettere” questi fatti, “lo dobbiamo alle vittime e a chi verrà dopo di noi”.
Nel 56/o anniversario della strage in piazza è tornato anche chi non ha più avuto il coraggio di metterci piede da quel giorno, come il vigile del fuoco Romeo Turrin che quel giorno fu uno dei primi ad arrivare nella sede della banca squarciata dalla bomba. “Per tutta la mia vita non dimenticherò mai quello che ho visto, non lo dimenticherò mai”, ha raccontato. Per fortuna in quei giorni di strazio e di lutto è arrivata la reazione dei milanesi, come molti hanno ricordato dal palco, durante i funerali delle vittime a cui parteciparono oltre 300mila cittadini per dire “no alla paura e alla deriva autoritaria”.
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