“Mi chiedo ogni mattina, quando inizia un nuovo giorno, cosa penserà del suo Paese che sembra averlo abbandonato?”. Un grido di dolore e una richiesta netta di aiuto quella di Armanda Colusso Trentini, la madre del cooperante detenuto in Venezuela dal 15 novembre 2024. In un messaggio vocale inviato a Tutta la città ne parla, su Rai Radio3, la donna ha cercato di accendere un faro sulla situazione del figlio: “Sono ormai 13 mesi che Alberto è in prigione e noi non sappiamo darci pace”. Poi l’appello: “Ringrazio la trasmissione – ha detto – e tutti coloro che si stanno unendo a noi per chiedere al nostro Governo un’azione incisiva per riportare a casa Alberto, perché ogni giorno di detenzione in più ci risulta insopportabile”.
Alberto Trentini, 46 anni, a ottobre del 2024 era partito per il Venezuela per lavorare con l’Humanity & Inclusion, Ong che si occupa di fornire assistenza alle persone con disabilità in circa 60 Paesi. A metà novembre poi la notizia arrivata Oltreoceano alla famiglia: Alberto era stato arrestato dalle autorità venezuelane, senza sapere con quali accuse. Da lì l’odissea. Il cooperante veneziano si trova ancora nel penitenziario di El Rodeo I a Caracas, dov’è detenuto senza una formalizzazione chiara dei capi d’accusa nei suoi confronti ma, da come riferito dallo stesso cooperante sarebbe stato accusato di cospirazione e di terrorismo.
E in Italia qualche momento di solidarietà in risposta alla madre di Trentini è arrivato. Uno striscione per chiedere la libertà di Alberto, è stato infatti esposto all’esterno della sede del Comune di Vigonovo (Venezia). L’iniziativa è seguita alla deliberazione del Consiglio comunale del 2 ottobre scorso. Il comune di Vigonovo in una nota ha quindi rinnovato l’appello “affinché si proseguano con determinazione tutte le azioni necessarie per garantire i diritti umani e processuali di Trentini, favorire un rapido rilascio e assicurare il suo ritorno in Italia”, ribadendo anche le parole della madre: “Fate presto a liberare Alberto e a farlo tornare a casa dalla sua famiglia”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
