Un endorsement pubblico alla presidente del consiglio da un’icona del calcio azzurro, poco prima di salire sul palco di Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia in corso a Roma. “Sicuramente Giorgia Meloni sta rappresentando nel modo migliore la nostra nazione. Sta governando da tanto e questo è un grandissimo risultato”: Gianluigi Buffon risponde cosi’ a chi gli chiede un paragone tra la premier e un allenatore in attivita’.
Ex campione del mondo e simbolo dei successi in nazionale e con la Juve, l’attuale capodelegazione della nazionale di calcio non si e’ mai tirato indietro nell’esprimere le proprie opinioni sul panorama politico, sfidando anche le polemiche del passato. “Si espresse male quando era un ragazzo”, la recente difesa della moglie e giornalista, Ilaria d’Amico, a chi le ricordava della famosa intervista tv del ’99, a Parma, alla quale si presento’ con una maglia con su scritto ‘Boia chi molla’.
Video Buffon: ‘Meloni rappresenta nel modo migliore la nostra nazione’
“Di politica non so nulla, volevo solo caricare i compagni”, spiegò lui allora, prendendo le distanze dall’estremismo di destra. Di politica e’ poi tornato a parlare, schierandosi di fatto al centro: nel 2013 l’appoggio a Mario Monti, premier tecnico sostenuto da tutte le forze politiche che si presentò con una sua lista al voto una volta sciolto il Parlamento; nel 2016 il si’ al referendum costituzionale di Matteo Renzi, leader apprezzato.
L’ex portiere campione del mondo, ora capodelegazione della nazionale, e’, per dirla con le parole di D’Amico, “un liberale moderato” che “ondivaga alla ricerca di un centro di gravità permanente”. Parole delle canzone di Battiato, usata anche per accoglierlo oggi sul palco di Atreju, insieme con il ministro Abodi. Lì si e’ aggiunto alla lunga lista di personaggi non organici o omologabili a Fdi, spettacolo, politica o sport che sia; e ha parlato di calcio e oratori, di talento e di crisi, di visione e di progetto.
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“Andare al Mondiale – la sua considerazione da capodelegazione della nazionale di calcio, e in vista dell’ostacolo spareggio a marzo – porterebbe magia nel Paese e l’Italia diventerebbe un grandissimo oratorio dove tutti siamo uniti”. “Ora potremmo intercettare meno il talento perché ci sono, per fortuna, anche altri sport come il tennis. Ma in una terra come la nostra ci saranno sempre i talenti, basta non soffocarli – ha anche detto – Il talento non lo forgi in un anno, c’è dietro una visione e un percorso che parte anche venti anni prima. L’importante è avere un’idea e una visione”. Parole di calcio, ma che suscitano il forte applauso di Atreju, all’ombra di Castel Sant’Angelo.
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