La ‘Fantastic’ della compagnia italiana Grandi navi veloci (Gnv) è finita al centro di un caso di spionaggio internazionale che si snoda anche tra Francia e Italia: l’intelligence è in campo per scoprire chi sia il mandante di un tentato hackeraggio che ha portato al fermo di due marinai di nazionalità lettone. Nessuno lo dice ufficialmente, ma tutto sembra puntare sul Cremlino. La Fantastic è una nave traghetto da oltre 188 metri capace di ospitare più di 2mila passeggeri e quasi 800 veicoli. Un bestione del mare fermato sabato nel porto francese di Sete: “La compagnia ha individuato e neutralizzato un tentativo di intrusione, privo di conseguenze sui sistemi aziendali efficacemente protetti, e ha denunciato l’accaduto”, recita una nota di Gnv. Il blitz delle autorità “è durato diverse ore” nelle quali la nave, che ha assicurato “piena cooperazione e riserbo”, ha garantito “costanti aggiornamenti e assistenza ai passeggeri”. Dopo i controlli, domenica la Fantastic ha ripreso la sua rotta verso il Nord Africa. In manette sono finiti due membri dell’equipaggio, un bulgaro successivamente rilasciato e un ventenne lettone che invece è stato incriminato e posto in stato di fermo. E’ accusato dalla Procura di Parigi di far parte di un gruppo organizzato “per attaccare un sistema automatizzato di elaborazione dati, con l’obiettivo di servire gli interessi di una potenza straniera”.
A quanto si apprende, avrebbe utilizzato una chiavetta Usb per infettare con un malware, un trojan di accesso remoto (Rat), i sistemi della nave. In serata, la Procura di Genova ha poi disposto il fermo di un secondo marinaio di nazionalità lettone, indicato come presunto complice. L’uomo era a bordo di una nave a Napoli. Il ministro dell’Interno francese Laurent Nunez ha avvertito che si tratta di una “questione molto seria”: “Gli inquirenti stanno chiaramente seguendo la pista dell’ingerenza straniera, che in questo momento proviene molto spesso dallo stesso Paese”, ha detto senza aggiungere altri dettagli. Sebbene sia noto che Parigi sospetti Mosca per diversi altri episodi, alcuni provocatori, che si sono verificati nel Paese dopo l’inizio della guerra in Ucraina, che vede la Francia in prima fila nel gruppo dei Volenterosi che sostengono Kiev. Secondo gli esperti citati dai media francesi, il tentato hackeraggio della Fantastic avrebbe modalità riconducibili al Gru, l’intelligence militare russa creata in epoca staliniana e sopravvissuta al crollo dell’Urss, a differenza del rivale Kgb.
Il malware avrebbe potuto consentire il pieno controllo della nave, con conseguenze tragiche fino al volontario affondamento. Un’ipotesi apocalittica smentita da fonti vicine all’inchiesta citate da Bloomberg, secondo le quali gli hacker “hanno tentato di accedere alla rete informatica degli uffici della nave ma non hanno raggiunto sistemi operativi come la navigazione, la propulsione o il suo sistema di identificazione automatica (AIS)”. Impossibile dirottarla da remoto per provocare una strage insomma. Tuttavia l’accesso ai sistemi aziendali delle navi è molto allettante per gli 007 di tutto il mondo: controllando le reti a bordo si possono anche avviare attività di sorveglianza a lungo termine con le quali tracciare ad esempio movimenti militari e commerciali sensibili in tutto il mondo. Un piatto ricco per i James Bond del Cremlino.
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