La Circumvesuviana ancora maglia nera del trasporto pubblico locale – Notizie – Ansa.it

La Circumvesuviana ancora maglia nera del trasporto pubblico locale – Notizie – Ansa.it


Gli oltre due milioni e mezzo di pendolari sempre più penalizzati per il taglio di risorse a treni, metro, tram e bus. Nel 2026 il Fondo nazionale trasporti varrà il 38% in meno rispetto ai 6,2 miliardi del 2009 se si considera l’inflazione, mentre la legge di Bilancio definanzierà per 425 milioni di euro in totale la Metro C di Roma, la M4 di Milano e il collegamento Afragola-Napoli.

E intanto la ex Circumvesuviana in Campania si conferma la peggiore linea in Italia con 13 milioni di passeggeri persi in dieci anni, convogli senza climatizzazione, stazioni ‘impresenziate’ e un orario ancora ‘provvisorio’ mentre nel Lazio la Roma Nord-Viterbo ha registrato 8.038 corse soppresse nei primi dieci mesi del 2025. New entry in questa classifica negativa è la Sassari-Alghero, con quattro coppie di treni soppresse e un servizio quotidiano ancora inadeguato.

Di dati negativi sul trasporto locale su ferro e gomma ne snocciola ancora la ventesima edizione del report Pendolaria di Legambiente. In cui, tuttavia, ci sono anche buone notizie. Come ad esempio l’età media dei treni scesa a 14,7 anni.

 

 

Nel complesso circolano meno convogli per le dismissioni di quelli più vecchi non compensati da nuovi: nel 2024 hanno viaggiato 185 treni regionali in meno per un totale di 2.605 mentre i viaggiatori sono saliti a 2,538 milioni.

Crescono poi gli impatti degli eventi meteo estremi sui trasporti (26 solo nel 2025), che hanno causato interruzioni del servizio ferroviario: allagamenti, frane e ondate di calore. Il ministero stima che entro il 2050 i danni su infrastrutture e mobilità raggiungeranno 5 miliardi l’anno, tra lo 0,33% e lo 0,55% del Pil italiano. Ma, rileva Legambiente, nel frattempo, il Ponte sullo Stretto assorbe 15 miliardi di euro per poco più di 3 chilometri, mentre con un terzo di quella cifra (5,4 miliardi) si stanno realizzando 250 chilometri di 29 tranvie in undici città. La sollecitazione al governo è dunque a compiere “uno sforzo per un salto di qualità”. La spesa pubblica per il Ponte è di oltre 30 miliardi mentre rimangono ancora chiuse linee come la Caltagirone-Gela dal 2011 e la Palermo-Trapani via Milo dal 2013. Arranca poi la realizzazione di binari in città con solo 2,85 chilometri all’anno di nuove metropolitane e 1,28 chilometri di tranvie inaugurate negli ultimi 10 anni.

Ma il quadro non è solo negativo: si sono concluse le elettrificazioni delle linee Isernia-Guardiaregia (36 km), con l’attivazione commerciale prevista a gennaio 2026, Montebelluna-Feltre-Belluno (65 km) e Treviso-Montebelluna (20 km).

Secondo Legambiente, le risorse per il tpl vanno recuperate dai sussidi alle fonti fossili e inquinanti, da quelli per l’autotrasporto, dalla fiscalità di vantaggio di cui gode il gasolio, oltre che ripensando i tanti progetti stradali e autostradali dannosi. Serve aumentare il Fondo Nazionale Trasporti di almeno 3 miliardi ai livelli del 2009.

Il Rapporto lancia infine un allarme sulla ‘transport poverty’, fenomeno in crescita che trasforma la mobilità da diritto a fattore di esclusione sociale ed economica. In Italia la spesa media arriva al 10,8% del budget mensile delle famiglie, mentre secondo l’Ue superare il 6% indica una situazione di vulnerabilità. Rafforzare il trasporto pubblico è dunque una scelta di equità. 

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link