Caso Epstein: la denuncia di Maria, ‘poteva salvare mille ragazze dagli abusi’ – Notizie – Ansa.it

Caso Epstein: la denuncia di Maria, ‘poteva salvare mille ragazze dagli abusi’ – Notizie – Ansa.it


   “Ho aspettato 30 anni, adesso nessuno potrà più darmi della bugiarda”. Maria Farmer scoppia in lacrime alla notizia che, tra le migliaia di documenti su Jeffrey Epstein pubblicati dal dipartimento di Giustizia americano, c’è anche la denuncia per pedopornografia che lei stessa presentò all’Fbi il 3 settembre del 1996, dieci anni prima che il finanziere pedofilo fosse incriminato a New York e in Florida.

    Una causa ignorata dal Bureau e che avrebbe potuto risparmiare oltre mille giovani donne abusate dal mostro, inclusa la sorella di Maria, Annie, che aveva solo 16 anni quando fu trascinata nell’inferno costruito da Epstein e Ghislaine Maxwell. Per quasi 30 anni le due sorelle Farmer hanno lottato per aver giustizia, accusando l’Fbi di aver ignorato la loro denuncia. Hanno anche rivelato che alcuni degli investigatori che si sono occupati del caso del finanziere, morto suicida in carcere nel 2019, le hanno perfino accusate di aver inventato tutta la storia. Annie è poi diventata uno dei volti della battaglia delle vittime a Capitol Hill che ha portato all’approvazione della legge per divulgare i file. “Mi sento vendicata ma ho ancora il cuore spezzato. L’Fbi dovrebbe vergognarsi”, ha confessato Maria, oggi 56 anni, dopo la difusione delle carte.

 

    Il suo incontro con il mostro avvenne negli anni 90 alla New York Academy of Art che lei frequentava da studente e del cui board il finanziere era membro. “A volte veniva a scuola, passeggiava e osservava gli artisti, i loro studi. Partecipava ad ogni singolo evento”, ha raccontato Farmer. In occasione della sua mostra di fine corso nel 1995, l’allora preside della scuola, Eileen Guggenheim, la incoraggiò a vendere uno dei suoi dipinti a Epstein e Maxwell. L’opera raffigurava un uomo in piedi sulla soglia di una porta, che osservava una donna nuda su un divano, un’allusione, ha spiegato Farmer, a ‘Interno’ di Edgar Degas, un quadro noto anche come ‘Lo stupro’.

    Dopo qualche esitazione, visto che aveva già ricevuto un’offerta da 12.000 dollari e molte pressioni da parte di Guggenheim, l’artista decise di vendere il suo quadro al finanziere. Da quel momento iniziò la sua discesa agli inferi: una visita al ranch di Epstein in New Mexico durante la quale lui le si avvicinò in modo ambiguo, poi il lavoro come consulente d’arte e quindi, durante un viaggio in Ohio, le molestie. La stessa estate, del 1996, scoprì che anche sua sorella minore Annie era stata abusata da Epstein e dalla sua complice. Maria conobbe anche Trump, l’anno prima, negli uffici del finanziere a Manhattan. Ricordando quell’incontro in un’intervista disse che il tycoon non smise mai di guardarle le gambe. Poi entrò Epstein che disse a Trump: “No, no. Lei non è qui per te”.

    Nella denuncia, presentata a settembre del 1996, Maria dichiarò che il pedofilo le aveva anche rubato dei nudi delle sue sorelle minori, che aveva scattato per motivi artistici.

    Nella causa si legge anche che il finanziere le aveva chiesto di scattare foto a giovani ragazze in piscina e l’aveva minacciata di “dare fuoco alla sua casa” se avesse parlato con qualcuno di quelle immagini. Dal momento della denuncia, l’artista ha vissuto nel terrore. Fino ad oggi. 

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