Accusato di maltrattamenti, il sindaco di Cervia si dimette – Notizie – Ansa.it

Accusato di maltrattamenti, il sindaco di Cervia si dimette – Notizie – Ansa.it


Respinge ogni accusa, attacca i media e annuncia le dimissioni. Pochi minuti prima del consiglio comunale di fine anno sul bilancio, il sindaco di Cervia Mattia Missiroli, esponente del Pd da sempre vicino al presidente della Regione Michele de Pascale, che proprio a Cervia vive, comunica con una nota stampa il suo passo indietro. Il motivo è il caso giudiziario e politico che lo coinvolge: l’indagine per maltrattamenti e lesioni alla moglie, da cui si sta separando.

 

Una notizia emersa domenica: la Procura di Ravenna ha chiesto il carcere per il primo cittadino, mentre il Gip ha respinto. Pur ritenendo credibile il racconto della moglie, il giudice non ha ravvisato gli elementi tecnici per configurare il reato, cioé l’abitualità della condotta. Ma ci sarà appello. Dice Missiroli: “In questo momento non sarebbe possibile affrontare una situazione così complessa con la necessaria lucidità, né garantire la serenità che l’istituzione comunale merita. Ritengo quindi responsabile destinare ogni energia alla tutela della mia onorabilità e, soprattutto, ai miei figli, che hanno bisogno di un padre pienamente presente in una fase così delicata della loro vita”. Per questo “con profondo dolore e ribadendo ancora una volta la mia totale estraneità a qualsiasi episodio di maltrattamenti o violenza, rassegnerò le mie dimissioni”. Dimissioni che diventeranno irrevocabili, trascorsi 20 giorni. Nella lunga nota diffusa dal Comune e letta in apertura di consiglio dalla portavoce Bianca Maria Manzi, Missiroli ha affermato che negli ultimi giorni lui e la sua famiglia sono stati “travolti da un’esposizione mediatica durissima, che non ha colpito solo me come amministratore pubblico, ma anche i miei affetti più cari”.

 

“Colpisce, in particolare – ha aggiunto – la rapidità con cui si è arrivati a giudizi pubblici e definitivi, in tempi che non coincidono con quelli della giustizia e dell’accertamento dei fatti”. I fatti per il momento sono stati vagliati dal giudice per le indagini preliminari Janos Barlotti. Nell’ordinanza con cui non ha accolto la misura cautelare carceraria sollecitata dai pm, ha definito le dichiarazioni della moglie di Missiroli non solo “complessivamente attendibili”, ma anche “riscontrate dalla documentazione medica e fotografica”. Tuttavia per il giudice, i dissidi da separati in casa dei due, restano “sotto alla soglia” dei maltrattamenti in famiglia. Una soglia tecnica: il Gip ha scritto di non volere “sminuire quanto riferito” dalla donna. Ma non gli pare che si tratti, “neppure a livello di gravità indiziaria”, di quel quadro di vessazioni “intollerabili e abituali” richiesto per potere contestare il reato in questione. De Pascale, in mattinata, prima delle dimissioni, aveva detto: “È una storia dolorosa. Quando le vicende sono vicine fannostare male. Rivendico pienamente questo dolore.

 

Ma, al di là del caso specifico, il messaggio deve essere chiaro: in Emilia-Romagna nessuna donna è sola”. Il presidente, rispondendo ai centri antiviolenza che avevano chiesto maggiore chiarezza in merito, aveva detto: “Esiste una netta distinzione tra il piano penale e quello politico. Sul piano penale vale il principio che una persona è innocente fino a condanna definitiva. Sul piano politico, invece, le valutazioni sono diverse e seguono tempi e dinamiche proprie”. 

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