“L’Ue è un mercato unico aperto e basato su regole, con il diritto sovrano di regolamentare l’attività economica in linea con i nostri valori democratici e gli impegni internazionali. Le nostre norme digitali garantiscono condizioni di parità sicure, eque e imparziali per tutte le imprese, applicate in modo equo e senza discriminazioni. Abbiamo chiesto chiarimenti alle autorità statunitensi e continuiamo a seguire la questione. Se necessario, reagiremo in modo rapido e deciso per difendere la nostra autonomia normativa da misure ingiustificate”. Lo afferma la Commissione Europea in una nota.
“L’Ue condanna le restrizioni di viaggio imposte dagli Stati Uniti ai cittadini e ai funzionari europei. Tali misure sono inaccettabili tra alleati, partner e amici. L’Ue difende con fermezza la libertà di espressione, regole digitali eque e la propria sovranità normativa”. Lo afferma il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.
“L’Europa e le sue istituzioni sono sotto attacco. Leggendo la ‘Strategia per la sicurezza nazionale americana’, mi tornano in mente le dichiarazioni rilasciate da J. D. Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera all’inizio di quest’anno.
In quell’occasione, espresse una visione molto dura, a volte caricaturale, dell’Europa. Questo discorso è stato trasformato, nero su bianco, nella dottrina geopolitica dell’amministrazione Usa per i prossimi tre anni. Costituisce un precedente. La storia ci insegna che quando un Paese dichiara chiaramente cosa si aspetta dai suoi alleati – o vassalli – e cosa intende fare per rafforzare questa dipendenza, va preso sul serio”: lo dice l’ex commissario europeo, Thierry Breton, intervistato dal quotidiano Le Figaro insieme all’ex ministro francese, Arnaud Montebourg.
Per l’ex commissario Ue attualmente al centro delle polemiche per la decisione dell’amministrazione Trump di bandirlo dal territorio Usa, ”bisogna dire le cose come stanno: siamo circondati da potenze dalla logica imperiale. La Russia è un grande impero declinante, lo stesso vale per la Turchia, e anche gli Stati Uniti hanno tentazioni imperialistiche. Per quanto ci riguarda, la questione è sapere cosa costituisce il nostro progetto, il progetto di noi europei. In ogni caso, la sua finalità non è certamente quella di farci vassallizzare, di farci dare lezioni sul miglior modo di distruggere le nostre istituzioni, ancor meno farci dettare il nostro modo di pensare o di votare”.
Nella visione dell’attuale amministrazione Usa, prosegue Breton nella lunga intervista al Figaro, non si tratta di rompere con i Paesi dell’Unione. Ma ”favorire relazioni bilaterali amichevoli con alcuni Stati membri. Non sbagliamoci – avverte l’ex commissario – il ragionamento ‘Stato per Stato’ è concepito per indebolire l’Europa. Fa il paio con la narrazione di Vladimir Putin che non vuole un’Europa forte alle sue frontiere ma preferisce ‘un’Europa divisa delle nazioni'”. “Un’Europa delle nazioni – conclude Breton – significa una Francia con 68 milioni di abitanti, un’Ungheria con 10 milioni, una Germania con 84 milioni, in un mondo di 8 miliardi di pensare. Per impedirci di pensare in modo globale. E con Stati membri indeboliti”.
“I divieti di ingresso imposti dagli Stati Uniti, tra cui quelli nei confronti delle presidenti di HateAid, sono inaccettabili”. Lo scrive sul social X il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul. “Il Digital Services Act garantisce che tutto ciò che è illegale offline sia illegale anche online. Il Dsa è stato approvato democraticamente dall’Ue per l’Ue e non ha effetto extraterritoriale. Intendiamo chiarire le divergenze di opinione con gli Usa nel quadro del dialogo transatlantico, al fine di rafforzare la nostra partnership”.
Il governo statunitense ha motivato il divieto di ingresso nel Paese a Josephine Ballon e Anna-Lena von Hodenberg di HateAid, così come ad altri tre cittadini europei, tra cui l’ex commissario Thierry Breton, con la presunta censura delle piattaforme online statunitensi.
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