Restano in carcere i quattro ragazzi – un 20enne e tre minorenni – accusati di aver aggredito e rapinato un quindicenne che, domenica sera, si trovava nella zona di corso Buenos Aires, a Milano. Il ragazzo di 20 anni, secondo il gip, ha dimostrato di avere “una capacità criminale elevatissima” e quindi deve restare in cella. Il gip dei minorenni ha convalidato l’arresto e disposto il carcere anche per i tre ragazzini che hanno agito insieme all’amico più grande.
La gang, in una ventina di minuti di violenze e botte, si è fatta consegnare il giubbotto, le scarpe e il cellulare e ha cercato di ottenere dai genitori della vittima, dietro minacce di morte nei confronti del loro figlio, la ricarica di 100 euro della carta prepagata. I tre, tra cui una ragazza di 15 anni trasferita in un istituto in cui c’è una sezione femminile, sono stati interrogati al Cpa, il centro di prima accoglienza, del Beccaria.
L’aggressione, si legge nel provvedimento del gip per il ventenne, si sarebbe “dipanata (…) per un arco temporale piuttosto lungo, durante il quale egli ha sempre mantenuto ferma la sua ferrea volontà di depredare la vittima, svestendola in modo da attenuare ulteriormente la sua capacità di difesa”.
Come scrive il gip, “anche dopo aver compreso che la carta prepagata non era capiente, lungi dal desistere, l’indagato ha costretto la vittima a recarsi comunque presso un bancomat e a chiamare il padre per chiedergli di effettuare una ricarica, non esitando a minacciare direttamente il padre di uccidere il figlio laddove egli non avesse acconsentito”.
Infine, conclusa la telefonata a casa con il cellulare che gli era stato momentaneamente riconsegnato, “il branco” ha proseguito “nella sua azione violenta, tanto che la ragazza del gruppo” avrebbe preso a calci alle gambe e da dietro la vittima e gli altri due minorenni lo avrebbero colpito con “delle cinghiate al corpo e (…)con degli schiaffi al volto”.
“Il tutto con il beneplacito dell’indagato, unico maggiorenne e fisicamente più prestante degli altri, che assisteva alla scena e forniva il suo supporto anche morale agli altri, che così si sentivano liberi di infierire contro la vittima. Addirittura, dopo che” il 15enne “aveva implorato il branco di restituirgli il cellulare in cambio delle sue scarpe” la baby gang, si sarebbe tenuta sia il telefono sua le scarpe “costringendo la vittima a camminare scalza”.
Restano in carcere anche i tre minorenni
Il gip dei minorenni di Milano ha convalidato l’arresto e disposto il carcere anche per i tre ragazzini. I tre, tra cui una ragazza di 15 anni che verrà trasferita in un istituto in cui c’è una sezione femminile, sono stati interrogati stamani al Cpa, il centro di prima accoglienza, del Beccaria.
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