Il ministero degli Esteri russo sul proprio canale Telegram ha diffuso un video in cui si mostrano i rottami di uno dei droni presumibilmente diretti la notte tra il 28 e il 29 dicembre alla residenza di Putin nella regione di Novgorod. Nel video un militare spiega che si tratta di un “drone ucraino “Chaklun-V”, abbattuto durante l’attacco terroristico da parte del regime di Kiev”. Il militare specifica che “portava 6 chili di esplosivo, con diverse componenti per arrecare danno”.
Gli attacchi russi nella notte hanno ferito sei persone a Odessa, tra cui tre bambini, ha dichiarato l’amministrazione militare della città ucraina. “I droni hanno attaccato le infrastrutture residenziali, logistiche ed energetiche della nostra regione”, ha affermato su Telegram il capo regionale dell’amministrazione militare di Odessa, Oleg Kiper. Due bambini di otto e 14 anni sono rimasti feriti nell’attacco, così come un neonato di sette mesi, ha dichiarato Sergiy Lysak, capo dell’amministrazione militare della città, in un altro post su Telegram.
Il Papa: ‘Gli scenari di guerra continuano a sconvolgere il pianeta’
“L’anno che è passato è stato certamente segnato da eventi importanti: alcuni lieti, come il pellegrinaggio di tanti fedeli in occasione dell’Anno Santo; altri dolorosi, come la dipartita del compianto Papa Francesco e gli scenari di guerra che continuano a sconvolgere il pianeta. Alla sua conclusione, la Chiesa ci invita a mettere tutto davanti al Signore, affidandoci alla sua Provvidenza e chiedendogli che si rinnovino, in noi e attorno a noi, nei giorni a venire, i prodigi della sua grazia e della sua misericordia”. Così papa Leone XIV nella catechesi dell’udienza generale in Piazza San Pietro, l’ultima del 2025.
“È in questa dinamica che si inserisce la tradizione del solenne canto del Te Deum, con cui stasera ringrazieremo il Signore per i benefici ricevuti”, ha detto. “Ed è con questi atteggiamenti che oggi siamo chiamati a meditare su ciò che il Signore ha fatto per noi nell’anno passato, come pure a fare un onesto esame di coscienza, a valutare la nostra risposta ai suoi doni e chiedere perdono per tutti i momenti in cui non abbiamo saputo far tesoro delle sue ispirazioni e investire al meglio i talenti che ci ha affidato”.
Merz nel discorso di Capodanno, ‘non siamo pedine nelle mani delle grandi potenze’
“Non siamo vittime di circostanze esterne. Non siamo pedine nelle mani delle grandi potenze. Non abbiamo le mani legate” lo afferma nel suo primo discorso di fine anno il cancelliere federale tedesco Friedrich Merz. Che si è soffermato a lungo sulle questioni internazionali, ricordando come “per la quarta volta consecutiva, gli ucraini festeggeranno il Capodanno in condizioni estremamente difficili: molti di loro senza elettricità, sotto il fuoco dei razzi, nel timore per i propri amici e familiari”. Ma il Kanzler ha sottolineato anche come “non si tratta di una guerra lontana che non ci riguarda.
Infatti, è sempre più evidente che l’attacco della Russia era ed è parte di un piano diretto contro l’intera Europa. Ogni giorno anche la Germania è vittima di sabotaggi, spionaggio e attacchi informatici”.
Merz ha poi ribadito come “il nostro rapporto con gli Stati Uniti d’America, che per lungo tempo sono stati il garante affidabile della nostra sicurezza, sta cambiando” e ha insistito sulla necessita per l’Europa di essere in grado di difendere i propri interessi. Il compito del Governo federale per Merz è quello di “rinnovare le fondamenta della nostra libertà, della nostra sicurezza e del nostro benessere per i prossimi anni e forse decenni”.
Il discorso sarà trasmesso integralmente questa sera a partire dalle 19.15.
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