Giove sarà il protagonista del cielo di gennaio: si mostrerà nelle migliori condizioni di osservazione, alla minima distanza dalla Terra e alla sua massima luminosità. Incontrerà per ben due volte la Luna, che dal canto suo farà di tutto per rubare la scena anche allo sciame meteorico delle Quadrantidi, prevista per i primi giorni dell’anno. A rendere lo spettacolo astronomico ancora più frizzante ci sarà una nutrita parata di comete, non visibile a occhio nudo ma interessante da seguire con un buon telescopio, come rilevano gli esperti dell’Unione astrofili italiani.
Il mese si aprirà con la Terra che il 3 gennaio raggiungerà il perielio, ovvero il punto di minima distanza dal Sole, pari a poco più di 147 milioni di chilometri. Lo stesso giorno si verificherà anche la prima Luna piena dell’anno. “Non è una buona notizia per gli appassionati di meteore – dicono gli astrofili della Uai – perché la forte luce naturale del nostro satellite disturberà non poco l’osservazione dello sciame più importante di gennaio, le Quadrantidi, il cui massimo è atteso proprio per il 3 gennaio“.
Molte le novità in arrivo per quanto riguarda i pianeti. Venere sarà in congiunzione con il Sole il 6 gennaio, mentre Mercurio lo sarà il giorno 21. Per questo motivo i due pianeti non saranno visibili per diversi giorni, ma la congiunzione con il Sole è preludio al loro ritorno nel cielo della sera (da cui Venere è stato assente per quasi tutto l’anno precedente). Da segnalare che il 15 gennaio Saturno terminerà la permanenza nella costellazione dell’Acquario per fare il suo ingresso nei Pesci.
L’evento più interessante del mese si verificherà il 10 gennaio, con l’attesa opposizione al Sole di Giove. Il pianeta si troverà nelle migliori condizioni di osservabilità, rimanendo visibile per tutta la notte. Raggiungerà anche la massima luminosità, trovandosi alla minima distanza dalla Terra (circa 633 milioni di chilometri) e avrà anche le maggiori dimensioni apparenti. Due le congiunzioni che farà con la Luna, il 3 e il 30 gennaio.
A illuminare il panorama celeste ci sarà poi la costellazione di Orione con le sue stelle più brillanti: Betelgeuse, Bellatrix, Rigel e Saiph. Da non perdere, infine, la parata formata da quattro comete: oltre alla celeberrima 3I/Atlas, protagonista delle cronache del 2025, finiranno nel mirino dei telescopi anche C/2025 T1 Atlas, scoperta nell’ottobre 2024, 240P/Neat, nota da oltre vent’anni, e 24P/Schaumasse, scoperta più di un secolo fa.
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