Dall’invio delle navi da guerra statunitensi nel Mar dei Caraibi alla minaccia di un raid di terra, fino all’attacco su larga scala che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro. L’escalation della tensione tra Stati Uniti e Venezuela va avanti da mesi, con un intensificarsi dello scontro che ha visto Trump alzare sempre più i toni nei confronti di Maduro, lanciando l’operazione Southern Spear, ufficialmente mirata al contrasto del narcoterrorismo.
Ecco una cronologia degli ultimi 6 mesi:
* 7 AGOSTO. Gli Usa raddoppiano a 50 milioni la ricompensa per chi porterà all’arresto di Maduro e annunciano “a breve” nuove azioni su Caracas.
* 21 AGOSTO. L’America invia nei Caraibi tre navi da guerra, affiancate da sottomarini nucleari, aerei da ricognizione P8 Poseidon, cacciatorpediniere e un’unità missilistica.
* 27 AGOSTO. Sale l’allarme a Caracas: nel Mar dei Caraibi arriva il più grande dispiegamento militare degli Usa degli ultimi decenni. In risposta il Venezuela rafforza le proprie pattuglie navali, droni e grandi navi militari.
* 5 SETTEMBRE. Il Pentagono segnala il sorvolo di due jet militari venezuelani su una nave della Marina Usa in acque internazionali: ‘Saranno “abbattuti”. Trump annuncia l’invio di 10 caccia a Porto Rico.
* 16 SETTEMBRE. Gli Usa colpiscono un’imbarcazione di presunti narcos, Venezuela accusa “l’aggressione”.
* 29 SETTEMBRE. Maduro dichiara lo ‘stato di emergenza’ per il pericolo di un attacco Usa.
* 3 OTTOBRE. Le forze Usa attaccano una presunta imbarcazione dedita al traffico di droga al largo del Venezuela, uccidendo quattro persone.
* 16 OTTOBRE. Trump annuncia operazioni sotto copertura della Cia in Venezuela.
* 23 OTTOBRE. Trump alza i toni e annuncia che “presto” ci saranno “azioni di terra in Venezuela”.
* 25 OTTOBRE. Washington invia una portaerei nei Caraibi, Caracas dice di “prepararsi alla guerra” e Bogotà invita i “gringos” a tornare a casa.
* 26 OTTOBRE. Una nuova nave lanciamissili Usa arriva a Trinidad e Tobago, arcipelago a 10 chilometri dalle coste venezuelani. Riparte dopo essere rimasta attraccata per quattro giorni.
* 1 NOVEMBRE. Gli Usa che mettono insieme il più grande dispiegamento navale nella regione dalla crisi dei missili di Cuba nel 1962.
* 2 NOVEMBRE. Prove di sbarco dei Marines con esercitazioni a Porto Rico, mentre gli Usa attaccano un’altra presunta imbarcazione di narcos nei Caraibi uccidendo tre persone.
* 3 NOVEMBRE. Trump: ‘Maduro ha i giorni contati’.
* 6 NOVEMBRE. Il Senato Usa boccia una risoluzione che avrebbe impedito a Trump di attaccare il Venezuela senza l’autorizzazione del Congresso.
* 13 NOVEMBRE. Il Pentagono lancia ufficialmente l’operazione ‘Southern Spear’ contro i narcos “nell’emisfero occidentale”, guidata dalla Joint Task Force Southern Spear e dal Comando Sud degli Stati Uniti (Southcom). Maduro replica: “Lasciateci stare”
* 29 NOVEMBRE. Mentre per il Nyt Trump e Maduro si sarebbero parlati al telefono nel tentativo di organizzare un incontro, Trump dichiara “chiuso” lo spazio aereo in Venezuela e avverte che “molto presto” scatteranno operazioni “via terra” contro i narcos.
* 1 DICEMBRE. Trump lancia l’ultimatum a Maduro: “Vai via subito, lascia il Venezuela se vuoi salvarti”. Ma la risposta è no.
* 5 DICEMBRE. Maduro, secondo The Telegraph, avrebbe chiesto un porto sicuro, 200 milioni di dollari e l’amnistia per un centinaio di suoi funzionari per dimettersi e fuggire.
* 10 DICEMBRE. Gli Usa hanno sequestrano una petroliera al largo della costa del Venezuela.
* 17 DICEMBRE. Trump ordina il blocco totale di tutte le petroliere soggette a sanzioni che entrano ed escono dal Venezuela.
* 29 DICEMBRE. Il presidente annuncia il primo attacco di terra. L’operazione, portata a segno dalla Cia, sarebbe avvenuta contro una struttura portuale.
* 3 GENNAIO 2026. Usa attaccano Caracas in una “operazione di larga scala”, catturano Maduro e la moglie portandoli fuori dal Paese.
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