IL PUNTO
Maduro atteso oggi davanti a un giudice federale a New York, per le accuse formali Usa a suo carico. Rodríguez nominata presidente ad interim, già avvertita da Trump: “Siamo noi ad avere il controllo del Venezuela” e ci sarà un secondo attacco se Caracas non si comporterà come richiesto, dice il tycoon. E minaccia anche Colombia e Messico. Poi insiste: “Abbiamo bisogno della Groenlandia” per la sicurezza degli Usa. E per l’Iran ci sarà un “colpo durissimo” se Teheran ucciderà i manifestanti. Trump sentirà oggi Erdogan.
Conversazione telefonica tra la Meloni e la leader dell’opposizione e premio Nobel per la pace Machado sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela. “È stato condiviso come l’uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione”, afferma Palazzo Chigi. “Nessuno avrà nostalgia di Maduro ma per la Lega la strada maestra per deve tornare a essere la diplomazia”, interviene Salvini.
08:57
Il presidente colombiano Petro: ‘Io narcotrafficante? Da Trump accusa falsa’
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha respinto le parole del suo omologo americano Donald Trump, che lo aveva avvertito di “guardarsi le spalle” dopo l’operazione militare a Caracas con la quale è stato catturato Nicolás Maduro.
“La sua punizione è quella di accusarmi falsamente di essere un narcotrafficante e di possedere fabbriche di cocaina”, ha scritto Petro su X, in un messaggio in cui afferma di non essere mai stato menzionato in alcuna indagine giudiziaria relativa al narcotraffico. Petro è stato uno dei primi leader della regione a parlare dopo l’operazione a Caracas. Il presidente progressista colombiano ha dichiarato che il suo governo “respinge l’aggressione alla sovranità del Venezuela e dell’America Latina” e ha chiesto pace e dialogo. “I conflitti interni tra i popoli vengono risolti dai popoli stessi in pace”, ha aggiunto.
08:44
Rodriguez a Trump, ‘lavoriamo insieme per la pace e il dialogo’
Nel suo primo messaggio da presidente ad interim del Venezuela dopo la cattura di Nicolás Maduro, Delcy Rodríguez si è rivolta al presidente degli Stati Uniti Donald Trump invitandolo a “lavorare insieme” e invocando un rapporto rispettoso tra i due Paesi, caratterizzato da “pace e dialogo, non guerra”. Rodríguez ha lanciato questo appello dopo aver presieduto la sua prima riunione di gabinetto.
“Presidente Donald Trump – ha affermato Rodríguez nel suo messaggio, trasmesso sul suo canale Telegram ufficiale – il nostro popolo e la nostra regione meritano pace e dialogo, non guerra. Questa è sempre stata la posizione del presidente Nicolás Maduro, ed è la posizione di tutto il Venezuela in questo momento”.
“Il nostro Paese aspira a vivere senza minacce esterne, in un clima di rispetto e cooperazione internazionale – ha detto ancora – Crediamo che la pace globale si costruisca garantendo innanzitutto la pace di ogni nazione. Invitiamo il governo degli Stati Uniti a lavorare insieme su un programma di cooperazione, orientato allo sviluppo condiviso, nel quadro del diritto internazionale, e a rafforzare una duratura convivenza comunitaria”, ha dichiarato la presidente ad interim.
