“Abbiamo 11 pazienti ricoverati. Alcuni più gravi, altri meno. Ma sicuramente 11 pazienti critici sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata”. Così Alberto Zoli, Dg del Niguarda, in un punto stampa sui feriti di Crans-Montana ricoverati nell’ospedale milanese. “Le loro condizioni variano da ustioni molto estese, anche al 70%, fino a ustioni molto meno estese ma con compromissioni delle funzioni vitali. Per questo sono tutti pazienti ancora in condizioni critiche ma che nelle prossime ore possono avere un’evoluzione speriamo positiva – ha aggiunto – Abbiamo ancora pazienti ricoverati in terapia intensiva, altri in semi intensiva o meno intensiva. Sicuramente stanno ricevendo tutte le cure del caso ma dobbiamo sottolineare ancora una volta che parliamo di grandi ustionati con compromissioni a volte di funzioni vitali come la respirazione. Dato che questo è il quadro, la prognosi rimane riservata”.
“In terapia intensiva abbiamo tre pazienti molto più critici di altri, ma le condizioni, pur nella loro gravità, sono stabili e riusciamo a mantenerli non in pericolo di vita immediato” ma sul loro decorso “si naviga a vista” e “ogni giorno è un giorno guadagnato”. Così Giampaolo Casella, direttore Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Niguarda di Milano, in un punto stampa sui feriti di Crans-Montana. “La quantità di ustione sarebbe più che sufficiente per essere preoccupati. Il combinato disposto di aver dovuto respirare fumi velenosi per un periodo molto lungo, insieme alle ustioni, moltiplica il problema. È un vero problema” ha aggiunto, sottolineando che “oggi sono in corso degli interventi e andremo avanti tutto il pomeriggio e la sera”.
“Abbiamo ancora difficoltà nel trasferimento di due pazienti che avevamo previsto per via delle loro condizioni. Le condizioni di intrasportabilità non hanno permesso di fare arrivare già da ieri almeno uno dei due pazienti previsti. Quando sarà possibile, procederemo come abbiamo fatto per gli altri 11”. Lo ha fatto sapere il dg del Niguarda Alberto Zoli, durante un punto stampa sui feriti di Crans-Montana ricoverati nell’ospedale milanese. “Anche se il viaggio non è lungo, perché si tratta al massimo di un’ora di volo, comunque il paziente deve essere ampiamente stabilizzato e stabile per poter arrivare in condizioni critiche ma sufficienti per essere gestito all’arrivo. Quando saranno dichiarati trasportabili – ha aggiunto – vedremo cosa deciderà la centrale remota di organizzazione dei soccorsi sulla loro destinazione: quasi sicuramente per uno”, la destinazione sarà Niguarda, invece “per l’altro potrebbe essere una destinazione diversa perché la centrale di smistamento e di gestione di questi trasporti cercherà di distribuire, e deve distribuire, i pazienti anche in base alla loro residenza”. Per quanto riguarda possibili arrivi di altri pazienti dalla Svizzera “in questo momento non abbiamo richieste, come è stato il primo giorno e anche il giorno successivo” ha concluso.
Prima di recarsi a Parigi per il vertice della Coalizione dei Volenterosi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, ha fatto tappa a Milano per fare visita, all’ospedale Niguarda, ad alcuni dei giovani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana. Meloni si è intrattenuta con i familiari dei ragazzi ricoverati, rinnovando a tutti la piena vicinanza e il sostegno del governo in questo momento di grande dolore. La premier ha voluto esprimere un personale ringraziamento ai medici e agli infermieri per l’impegno e la professionalità dimostrati nell’assistenza ai pazienti.
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