Parigi potrebbe inviare 6.000 soldati nel dopoguerra in Ucraina. Londra stanzia 230 milioni per la forza multilaterale – Notizie – Ansa.it

Parigi potrebbe inviare 6.000 soldati nel dopoguerra in Ucraina. Londra stanzia 230 milioni per la forza multilaterale – Notizie – Ansa.it


Mentre a Londra, Parigi e Washington si pensa al dopoguerra in Ucraina, elaborando piani per il dispiegamento di migliaia di truppe e per finanziamenti miliardari, a Kiev si continua a gelare: settimane di bombardamenti russi e il freddo inverno hanno messo in ginocchio le infrastrutture energetiche, con centinaia di migliaia di persone che patiscono i continui blackout. Nelle ultime 24 ore, altre decine di droni e missili sono piovute su Kiev, arrivando da diverse direzioni e complicandone l’intercettazione, hanno spiegato i vertici militari.

Nella mattinata, l’ente per l’Energia ucraina, Ukrenergo, è stato costretto a disporre un’interruzione di emergenza della corrente in tutta la capitale, dei servizi di approvvigionamento idrico, di riscaldamento e di trasporto elettrico. Dopo diverse ore il ministero per l’Energia ha annunciato il ritorno alla normalizzazione, mentre in serata l’operatore Dtek ha annunciato il ritorno dell’elettricità in più di 600.000 case nella capitale. Non va meglio nel resto della regione di Kiev: quasi 98.000 famiglie sono senza corrente, con le riparazioni rallentate da neve e ghiaccio che stanno provocando ulteriori danni.

Situazione più o meno simile a Dnipro, in 50 mila senza elettricità, e a Odessa, nuovamente bersagliata dai droni. In questo quadro drammatico per la popolazione, Le Monde rivela che all’indomani del vertice della coalizione dei Volenterosi, Emmanuel Macron ha incontrato in una riunione a porte chiuse tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento per presentare loro il piano di dispiegamento di diverse migliaia di soldati francesi in Ucraina, una volta concluso un accordo di pace. Secondo la leader del gruppo parlamentare France Insoumise Mathilde Pano, la Francia potrebbe inviare “6mila soldati” in Ucraina. Un numero decisamente ridotto rispetto a quelli anticipati in mesi di indiscrezioni su quali fossero le intenzioni dei Volenterosi. Preparativi in corso per il post conflitto anche nel Regno Unito: Londra stanzierà 200 milioni di sterline (230 milioni di euro) per preparare il suo esercito in vista di un futuro dispiegamento di una forza multinazionale in Ucraina, ha annunciato il ministero della Difesa.

L’obiettivo è di avere “nuovi veicoli, sistemi di comunicazione e capacità di protezione contro i droni, garantendo così che le truppe britanniche siano pronte per essere dispiegate”. La produzione di droni Octopus inizierà già questo mese. Le mosse di Parigi e Londra fanno irritare Mosca: “La Russia non accetterà truppe europee o NATO in Ucraina, ma no, Micron (Macron, ndr) continua a spacciare queste patetiche idiozie”, ha tuonato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, il falco Dmitri Medvedev, minacciando l’uso contro le forze europee del missile ipersonico Oreshnik, che ieri ha colpito l’Ucraina e che sarà al centro nelle prossime ore di una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Sullo sfondo si muovono ovviamente anche gli americani: il presidente Volodymyr Zelensky ha rivelato a Bloomberg che sta discutendo di un “potenziale accordo di libero scambio con gli Stati Uniti come parte di un più ampio pacchetto di misure volte a promuovere la ripresa del Paese dopo la guerra”.

“L’accordo includerebbe zero dazi sul commercio con gli Stati Uniti e si applicherebbe ad alcune aree industrializzate dell’Ucraina, dando al Paese ‘carte molto forti’ rispetto agli stati vicini e potenzialmente attirando investimenti e imprese”, ha detto Zelensky dopo i colloqui tra Rustem Umerov e gli inviati della Casa Bianca, sottolineando che “il dialogo con l’America è strategico”.

L’accordo di libero scambio potrebbe essere al centro del possibile incontro tra Zelensky e Donald Trump a Davos, durante il World Economic Forum a Davos. Secondo alcune indiscrezioni, sul tavolo c’è un piano che nel complesso mira a raccogliere circa 800 miliardi di dollari in un decennio per ricostruire l’Ucraina e rilanciare la sua economia.

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