“Alberto finalmente è libero! Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione”. Lo afferma la famiglia Trentini, con l’avvocata Alessandra Ballerini.
“Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci. Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie!”, aggiungono i Trentini.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato la madre di Alberto Trentini per dirle che, dopo aver condiviso la sofferenza e l’attesa sua e di suo marito, condividiamo tutti la loro felicità.
Campane a festa, stamani alle ore 7.00 dalla chiesa di Sant’Antonio al Lido di Venezia, frequentata dai genitori di Alberto Trentini, che vi abitano a pochi passi. Le ha suonate il parroco, don Renato Mazzuia, appena saputa la notizia della liberazione del cooperante veneziano.
“E’ stata – ha detto don Mazzuia all’ANSA – una sveglia gioiosa, contenta e piena di speranza. E’ stato un anno intenso di preghiera e di vicinanza ai genitori, che vediamo spesso qui dentro. Ho mandato un messaggino alla mamma, ho sentito l’avvocata Ballerini ho suonato le campane e adesso celebreremo una Messa di ringraziamento”.
Trentini non vive a Venezia da una ventina d’anni, per il suo lavoro nella cooperazione internazionale. “Non lo conoscevo direttamente – ricorda il sacerdote – ma attraverso i suoi parenti quando tornava ogni tanto qui. Ora è importante che torni a casa”, ha concluso.
Legali Burlò, familiari ringraziano istituzioni per il lavoro svolto
“Siamo molto contenti della fine della detenzione di Mario Burlò. Mario ha già potuto sentire la figlia e rassicurato delle sue condizioni di salute. Anche a nome dei familiari vogliamo ringraziare le istituzioni diplomatiche che in questi mesi non hanno mai smesso di lavorare per la liberazione dei nostri connazionali tenendoci costantemente aggiornati”. Lo affermano gli avvocati Benedetto Buratti e Maurizio Basile legali dell’imprenditore piemontese scarcerato a Caracas.
“Successo ancor più significativo in ragione del quadro socio-politico del Venezuela e dei rapporti con l’Italia”, sottolineano i due legali.
Una lunga telefonata alla figlia Gianna, dagli uffici consolari italiani a Caracas, per annunciarle la liberazione e rassicurarla sulle proprie condizioni di salute. Questo è stato il primo passo di Mario Burlò, imprenditore e immobiliarista torinese detenuto in Venezuela per circa un anno, dopo la sua scarcerazione. La chiamata è giunta nel cuore della notte per via del fuso orario.
“Sta benone”, dichiara all’ANSA Maurizio Basile, avvocato torinese che lo assiste dei processi che ha in corso in Italia.
“È una persona dalla forza d’animo e dalla vitalità straordinaria”, aggiunge il legale.
Il post dell’avvocata Alessandra Ballerini dopo la liberazione di Alberto Trentini
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