Nasce il Board of Peace per Gaza, ma i nomi dei componenti saranno resi noti la prossima settimana al World Economic Forum di Davos, dove Donald Trump è atteso tra il 21 e il 22 gennaio. Un ulteriore passo del piano Usa per il Medio Oriente, dopo che al Cairo sono iniziate anche le prime riunioni dei 15 membri del Comitato Nazionale Palestinese per la gestione della Striscia, guidato da Ali Shaath, ex viceministro dell’Autorità nazionale Palestinese.
Il presidente Usa sta valutando di ampliare il ‘Board of peace’ per Gaza ad altre aree calde, quali l’Ucraina e il Venezuela. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali i diplomatici occidentali ed arabi hanno espresso perplessità sull’idea che concede all’organismo nascente un mandato ben al di là del Medio Oriente. L’amministrazione Trump ritiene che il ‘Board of Peace’ possa essere un “potenziale sostituito dell’Onu, un organismo non ufficiale parallelo per affrontare i conflitti al di là di Gaza”.
“È per me un grande onore annunciare la formazione del Consiglio per la Pace. I membri del Consiglio saranno annunciati a breve, ma posso affermare con certezza che si tratta del Consiglio più grande e prestigioso mai riunito in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo”, ha scritto Trump su Truth. Gli inviti a partecipare al Board of Peace sono stati spediti due giorni fa e il tycoon, che lo presiederà, ha selezionato personalmente chi ne farà parte. Il Consiglio di 12 membri, la cui formazione rientra nella fase due del piano elaborato dal presidente americano, dovrebbe includere i leader o rappresentanti di vari Paesi occidentali e mediorientali, tra cui Italia (nella persona della premier Giorgia Meloni), Germania, Regno Unito, Turchia, Qatar ed Egitto.
Inizialmente si prevedeva che vi partecipasse anche Tony Blair ma, dopo lo scetticismo e l’ostilità di alcuni Paesi della regione per il suo ruolo nella disastrosa invasione dell’Iraq guidata dagli Stati Uniti nel 2003, è stato silenziosamente escluso. L’ex premier laburista entrerà tuttavia in un board esecutivo separato, insieme ai consiglieri di Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff. A tenere i rapporti tra il Board of Peace e il comitato tecnico di 15 palestinesi sarà Nickolay Mladenov, ex inviato Onu per la pace in Medio Oriente (dal 2015 al 2020) ed ex ministro degli Esteri bulgaro.
Trump ha espresso su Truth il suo sostegno “al neo-nominato Governo Tecnocratico Palestinese, il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza, supportato dall’Alto Rappresentante del Board, per governare Gaza durante la sua transizione. Questi leader palestinesi sono fermamente impegnati in un futuro pacifico!”. Quindi ha lanciato l’ennesimo monito a Hamas: “Con il supporto di Egitto, Turchia e Qatar, garantiremo un accordo di smilitarizzazione completo con Hamas, che preveda la resa di tutte le armi e lo smantellamento di ogni tunnel. Hamas deve onorare immediatamente i propri impegni, incluso il ritorno dell’ultimo corpo a Israele, e procedere senza indugi verso la completa smilitarizzazione”. “Possono farlo nel modo facile o nel modo difficile. Il popolo di Gaza ha sofferto abbastanza. Il momento è ora”, ha avvisato.
Proseguendo con la seconda fase del cessate il fuoco, Washington e i suoi partner mediatori dovranno affrontare le difficili sfide del disarmo di Hamas, dell’ulteriore ritiro israeliano da Gaza e del dispiegamento di una forza di stabilizzazione internazionale. In una telefonata con il segretario di Stato americano Marco Rubio, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rinnovato l’impegno dell’Italia “per l’attuazione della seconda fase del piano Usa, sul fronte degli aiuti umanitari, della sicurezza, della governance e della ricostruzione”.
Nel frattempo, l’Idf e lo Shin Bet continuano a dare la caccia a Gaza ai leader militari di Hamas e della Jihad Islamica Palestinese: le ultime vittime, colpite nel campo profughi di Nuseirat, sono Ahraf al-Khatib, comandante delle Brigate al-Quds, braccio armato della Jihad Islamica Palestinese, e la moglie. Poche ore prima, l’esercito israeliano aveva ucciso sei persone, tra cui Muhammad al-Hawli, un comandante dell’ala armata di Hamas, in un attacco alla sua abitazione a Deir al-Balah.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
