Fmi: ‘Escalation sui dazi rischio rilevante per la crescita’ – Notizie – Ansa.it

Fmi: ‘Escalation sui dazi rischio rilevante per la crescita’ – Notizie – Ansa.it


“E’ evidente che i rischi geopolitici e l’ulteriore aumento delle tensioni commerciali rappresentano uno dei rischi principali – tra i più pressanti – per l’economia globale”. Lo ha detto il capo economista del Fmi, Pierre-Olivier Gourinchas, in conferenza stampa a Bruxelles, precisando che le proiezioni nel nuovo World Economic Outlook “si fondano sull’ipotesi che il livello dei dazi resti invariato”. Guardando al futuro, l’eventualità di un’escalation sui dazi e nelle tensioni geopolitiche rappresenta “un rischio rilevante, che potrebbe incidere in modo significativo sulla crescita”, ha evidenziato.  

Il Fondo monetario internazionale rivede leggermente al ribasso le stime di crescita per l’Italia nel 2026. Secondo l‘aggiornamento di gennaio del World Economic Outlook, dopo il +0,5% del 2025, il Pil italiano quest’anno è atteso in aumento dello 0,7%, contro lo 0,8% stimato a ottobre. La crescita si dovrebbe mantenere allo 0,7% anche nel 2027, con un ritocco al rialzo dello 0,1% rispetto alle previsioni precedenti del Fondo. 

Lo shock dei dazi e il cambio di rotta nelle politiche commerciali non affondano la crescita globale, grazie al forte aumento degli investimenti tecnologici, in particolare nell’intelligenza artificiale. Dall’aggiornamento di gennaio del World Economic Outlook si prevede una crescita mondiale stabile al 3,3% nel 2026 e al 3,2% nel 2027, in linea con il 3,3% registrato nel 2025. Le stime per il 2026 sono state lievemente riviste al rialzo rispetto a ottobre. Il forte slancio degli investimenti tecnologici – trainati dall’IA – si registra soprattutto in Nord America e Asia. 

 “L’indipendenza delle banche centrali resta fondamentale per la stabilità monetaria e finanziaria e per la crescita economica, tutelando la credibilità della politica monetaria e l’ancoraggio delle aspettative di inflazione”. 

Il Pil dell’Eurozona dovrebbe crescere dell’1,3% nel 2026 e dell’1,4% nel 2027. Lo scrive il Fmi ritoccando al rialzo dello 0,1% le stime di ottobre per quest’anno. L’Europa, osserva tuttavia il Fondo, beneficia in misura più limitata del boom degli investimenti tecnologici rispetto agli Stati Uniti e continua a scontare venti contrari strutturali, dal costo dell’energia alla debolezza del manifatturiero. Migliorano le prospettive per Berlino e Parigi. L’economia tedesca, dopo il +0,2% fatto registrare nel 2025, dovrebbe crescere dell’1,1% nel 2026, con una revisione positiva dello 0,2% rispetto alle stime di ottobre, e accelerare all’1,5% nel 2027. Per la Francia, si prevede una crescita dell’1% nel 2026 (0,1% in più rispetto a ottobre) e dell’1,2% nel 2027.

 L’inflazione complessiva nell’Eurozona nel 2026 e nel 2027 si aggirerà intorno al 2%, mentre l’inflazione di fondo dovrebbe raggiungere lo stesso livello nel 2027. 
   

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