Il Parlamento europeo ha attivato la procedura d’urgenza sulla proposta di prestito da 90 miliardi di euro per l’Ucraina, che sarà votata già nella plenaria di febbraio. Gli eurodeputati hanno dato il via libera, per alzata di mano, all’iter accelerato per il pacchetto che prevede un prestito a Kiev finanziato tramite debito comune e garantito dal bilancio Ue. Approvata anche la procedura d’urgenza per il ricorso alla cooperazione rafforzata, che consentirà a 24 Paesi membri – saranno esclusi Repubblica ceca, Ungheria e Slovacchia – di partecipare al prestito: il voto finale su questa proposta è previsto per domani.
Via libera dell’Aula, infine, anche all’adozione della procedura accelerata per la proposta di modifica dello Strumento per l’Ucraina (Ukraine Facility) – per adattare al nuovo prestito il programma Ue da 50 miliardi creato per garantire un sostegno stabile a Kiev nel periodo 2024-2027 -, destinata anch’essa ad andare al voto nella plenaria di febbraio.
“Chi vuole parlare con noi in modo serio, ci chiami”. Così il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha risposto alle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni e altri leader europei sulla necessità di aprire un dialogo con Mosca. I rapporti tra Russia e Italia rimangono al “livello più basso”, ha aggiunto Lavrov, stigmatizzando tra l’altro la cancellazione delle esibizioni di artisti russi in Italia. “Non mi aspettavo questo dall’Italia”, ha insistito il capo della diplomazia di Mosca.
Eliseo conferma, ‘proposto un vertice G7 giovedì a Parigi con la Russia’
Emmanuel Macron ha proposto in un “messaggio privato” a Donald Trump di ospitare un vertice del G7 a Parigi giovedì, al quale potrebbe invitare, “a margine” dell’incontro, “i russi”, il che sarebbe una novità in quasi quattro anni di guerra in Ucraina. Il presidente americano ha pubblicato questo messaggio sul suo social network Truth, ed è stato autenticato dall’entourage del presidente francese. Nel messaggio, Macron propone anche di invitare gli ucraini a questo incontro, così come i danesi, per discutere i disaccordi sulla Groenlandia e sui siriani.
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